Quarantena: gestire l’alimentazione dei bambini

Nutrizionista seduto alla scrivania con il camice
Dott. Pasquale Napolitano

Come detto in queste settimanedi quarantena, siamo in particolare momento in cui ognuno deve fare il suo per cercare di uscirne il meno male possibile su tutti i livelli.

I più colpiti da queste limitazioni imposte sono senza dubbio i più piccoli che si sono visti stravolgere le abitudini di vita da un giorno all’altro e tutt’ora sono chiusi in casa, spesso senza poter fare la giusta attività fisica e col rischio di abituarsi a comportamenti sbagliati dal punto di vista alimentare dal momento che in casa è sempre più facile mangiare per noia mettendo a dura prova il peso di bambini e adolescenti.

A questo proposito, gli esperti del Gruppo di Studio Obesità Infantile della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) hanno stilato alcuni semplici consigli comportamentali volti a supportare i genitori nella gestione dei bambini a livello domestico, dall’alimentazione all’attività fisica (1).

L’educazione alimentare dei bambini dipende dal modello familiare

Nell’infanzia e nell’adolescenza, l’ambiente familiare e quello scolastico giocano un ruolo fondamentale nel modulare il comportamento alimentare: il processo di apprendimento si attiva infatti attraverso l’osservazione e l’imitazione dei modelli principali: genitori, insegnanti, amici, etc.

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute nel 2014, pranzerebbe a scuola circa la metà degli studenti iscritti alla scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

La ristorazione scolastica, che segue specifiche Linee di indirizzo nazionali, oltre che regionali, garantisce la fornitura di pasti adeguati dal punto di vista nutrizionale e della sicurezza alimentare, promuovendo anche il principio della varietà.

Suo compito, infatti, non è solo limitarsi al mero sostentamento alimentare, bensì contribuire alla promozione di comportamenti alimentari idonei al miglioramento dello stato di salute dei futuri adulti; un ruolo fondamentale, in questo contesto, è svolto dagli insegnanti, che possono aiutare a superare l’iniziale rifiuto verso cibi e sapori sconosciuti o poco usuali, incarico che nel contesto domestico spetta invece ai genitori.

Con la permanenza a casa, l’unico modello al quale i bambini possono rifarsi è quello genitoriale.

Sempre più studi oggi confermano come siano le abitudini alimentari condivise dal nucleo familiare, più che divieti o regole restrittive, ad influenzare le scelte alimentari dei bambini.

Inoltre, uno studio pubblicato di recente e relativo ad una coorte finlandese, ha mostrato anche come il maggior consumo di frutta e verdura da parte dei genitori fosse associato a minore neofobia alimentare e maggior consumo di frutta e verdura nei bambini (2).

E’ sconsigliata la pratica del castigo-ricompensa: elargire il “cibo preferito” come ricompensa per aver assaggiato qualcosa di nuovo o che normalmente non piace contribuirebbe solo ad aumentare l’avversione per il cibo non gradito, aumentando, per confronto, il piacere associato al primo (3).

I consigli sull’alimentazione della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica

– La dieta deve essere varia e bilanciata, ripartita in 5 pasti giornalieri, preferendo porzioni che non siano abbondanti;

– meglio preparare primi piatti con sughi poco elaborati, a base di verdure o di ortaggi oppure una zuppa di legumi;

– come secondo piatto scegliere preferibilmente tra carni bianche, pesce, formaggi magri o latticini, affettati magri o uova. Verdura come contorno e frutta possono completare il pasto, consentendo di assumere poche calorie e fibre, aumentando nello stesso tempo il senso di sazietà;

evitare spuntini ipercalorici, succhi di frutta, bevande zuccherate o alcoliche, preferendo come spezza-appetito yogurt magro, un paio di fette biscottate, frutta fresca, frullati di frutta e ortaggi (finocchi, carote, ravanelli, sedano, ecc.). Può essere utile tenere pronte in frigorifero coppe di frutta tagliata a grandi pezzi, preferibilmente di vario colore;

– si raccomanda di masticare bene e di mangiare lentamente, avendo cura di bere all’incirca un litro e mezzo di acqua al giorno;

– tra le modalità di cottura preferire quelle a vapore, ai ferri e al forno, limitando così l’uso dei grassi;

– mai come in questo momento è fondamentale rispettare le norme igieniche di base (1).

Lavarsi le mani: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_193_allegato.pdf

Se un fattore limitante le buone pratiche alimentari nella vita quotidiana era solitamente costituito dal tempo, questo particolare periodo, per molti di isolamento forzato, può essere sfruttato proprio per lavorare sull’ impostazione di corrette abitudini a tavola.

Grazie allo sforzo congiunto di tutta la famiglia possiamo fornire modelli positivi ai più piccoli e magari migliorare qualche abitudine anche degli adulti.

Biglietto da visita della nutrizionista

Bibliografia:

(1) Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (2020) – Stile di vita e Coronavirus: attenzione agli squilibri alimentari e alla sedentarietà

(2) Kähkönen, K., Hujo, M., Sandell, M., Rönkä, A., Lyytikäinen, A., & Nuutinen, O. (2020). Fruit and vegetable consumption among 3–5-year-old Finnish children and their parents: Is there an association?. Food Quality and Preference, 82, 103886

(3) Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (2019). Dossier Scientifico delle Linee Guida per una sana alimentazione (Edizione 2018)

Articolo a cura di Dott. Pasquale Napolitano

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