Italia vuoi diventare ricca? Guarda la Norvegia e impara!!!

Sono Vincenzo Balzano, Ispettore Principale, Consulente Finanziario e Assicurativo per Alleanza Assicurazione Spa

Oggi voglio parlarti di un argomento molto interessante che trae un po’ spunto da un articolo del Dottor Leopoldo Gasbarro, direttore di Wall Street Italia e con un passato da consulente finanziario ((https://www.wallstreetitalia.com/crescita-la-norvegia-ci-indica-come-fare/ ).

Voglio parlare della Norvegia, che attualmente è il 5° produttore al mondo di petrolio, attività molto diversa dalla nostra Italia che però dal canto suo può contare su un altro tipo di petrolio quale il turismo, la cultura, l’architettura, la storia,  la musica, il teatro, la gastronomia eccetera

Nonostante l’ economia norvegese non sia troppo conosciuta, la Norvegia rispetto all’Italia ha uno dei fondi sovrani più grandi al mondo, mentre l’Italia ha un debito pubblico di 2500 miliardi di euro.

Ma qual è esattamente la differenza fra l’Italia e la Norvegia?

(immagine da https://www.ilconsulenteintelligente.com/)

Il futuro previdenziale degli italiani in questo momento passa per investimenti che sono perlopiù a reddito fisso, la maggior parte dei capitali privati nel nostro paese  è fermo su conti correnti e conti di deposito, mentre il fondo nel norvegese investe nel lungo periodo per il 70%.

Il fondo norvegese acquista azioni di tutto il mondo disinteressandosi delle oscillazioni nel breve periodo.

Qualcuno potrebbe dire, ma non possiamo paragonare il fondo sovrano norvegese con i risparmi dell’Italia, ed è a queste persone che Leopoldo Gasparri gira a sua volta la domanda “ma ne siamo proprio sicuri?”.

Se andiamo a vedere, uno delle una delle frasi nello statuto norvegese dice testualmente: ”l’obiettivo dello Stato attraverso il fondo, è garantire che questi soldi vengono usati in modo responsabile pensando a lungo termine e salvaguardando così il futuro dell’economia norvegese e dei cittadini”.

UN POCO DI STORIA DELLA NORVEGIA

Ma vediamo un pò la storia della Norvegia:
Nel 1969 in norvegia viene scoperto uno dei più grandi giacimenti petroliferi del mondo.

Naturalmente l’economia del paese ha avuto un’accelerazione improvvisa,  lo stato però decide che le entrate derivanti dal petrolio ed al gas avrebbero dovuto essere utilizzate con cautela questo per evitare uno squilibrio nell’ economia.

A Norwegian national flag flies from a vessel near the Scarabeo 8 deepwater oil drilling rig, operated by ENI Norge AS, in Olensvag, Norway, on Tuesday, April 3, 2012. The world’s seventh-largest oil exporter boasts no net debt, adding to its appeal as an alternative to the debt-riddled euro area. Photographer: Kristian Helgesen/Bloomberg via Getty Images

Nel 1990 il parlamento norvegese crea il GOVERNMENT PENSION FUND GLOBAL, l’obiettivo del fondo è garantire che questi soldi vengono usati in modo responsabile, pensando a lungo termine e salvaguardando così il futuro dell’economia nazionale.

L’ obbiettivo è quindi usare questi soldi come riserva finanziaria e con un piano di risparmio a lungo termine far si che anche le generazioni future possano beneficiare della ricchezza prodotta dal pertolio.

E qui veniamo al punto: “Ma qual è la strategia di investimento dei frutti della vendita di tutto questo petrolio?”

I proventi della produzione di petrolio e del gas trasferite al fondo, oggi rappresentano meno della metà dell’attuale valore del fondo. La maggior parte è stata guadagnata investendo in azioni a reddito fisso ed immobili.

DIVERSIFICARE GLI INVESTIMENTI PER RIDURRE IL RISCHIO

Il fondo sovrano norvegese è diventato uno dei più grandi fondi di investimento al mondo e possiede quasi 9000 titoli azionari, rappresentando l’1,5% di tutte le azioni delle società quotate del mondo e possiede centinaia di edifici in alcune delle città più importanti al mondo che generano reddito da locazione.

La gestione spiega che diversificando ampiamente i nostri investimenti riduciamo il rischio che un fondo perde denaro.
Quindi in sintesi : LA DIVERSIFICAZIONE RIDUCE IL RISCHIO!!!

Gli investimenti sono distribuiti in tutti i mercati, in tutti i Paesi e in tutte le valute, in modo da ottenere un’ampia esposizione alla crescita globale e alla creazione del valore.

SALVAGUARDARE LA RICCHEZZA PER LE GENERAZIONI FUTURE

Il fondo ha un orizzonte temporale di investimento di lungo termine ed anche esigenze di liquidità limitate, la strategia di investimento mira a sfruttare l’orizzonte a lungo termine e le dimensioni considerevoli per generare i rendimenti elevati e salvaguardare la ricchezza per le generazioni future.

L’obiettivo è di disporre di investimenti diversificati che comportino una buona diffusione del rischio e il massimo rendimento possibile, questo a permesso il fondo sovrano norvegese di ottenere un rendimento annuo del 6,1% tra il 1998 e il 2019 (PARLIAMO DI 20 ANNI !!!).

Per statuto ogni anno il governo norvegese può spendere solo una piccola parte del fondo e ciò equivale ancora quasi il 20% del bilancio del governo.

Una regola che si sono autoimposti oggi e’ che meno spendiamo oggi, e migliore sarà la posizione in cui ci troveremo in caso di crisi future.

Le autorità norvegesi infatti possono spendere di più in periodi difficili e di meno in periodi positivi, lo scopo è sempre avvantaggiare le generazioni future per questo viene speso solo il rendimento del fondo e non il capitale.

Il ruolo del fondo e’  garantire che la ricchezza nazionale duri il più lungo possibile, i suoi investimenti hanno una prospettiva estremamente a lungo termine che gli consente di far fronte a grandi oscillazioni di valore nel breve termine.

COSA IMPARARE DALLA NORVEGIA

La lezione norvegese ci fornisce una serie importanti di indicazioni di cui tenere presente sia come singoli cittadini, come risparmiatori in qualità di investitori, che come Paese Italia.

In Italia , dove le risorse dovrebbero essere altrettanto importanti, nessuno ha mai pensato di investire coerentemente con ciò che indicano i mercati, e sfruttarne le leve di crescita, ma soprattutto indicare ai cittadini come investire.

La crescita è data dai mercati produttivi che sono quelli azionari, che da noi sono sempre stati demonizzati e vessati, tanto che non si è creata la cultura per seguirli.

Eppure, gestiti con le dovute accortezze hanno prodotto ricchezze molto più grandi di quanto non sia stato fatto in Italia sfruttando la leva del debito e utilizzando i semplici titoli di Stato.

Basterebbe guardare la gestione del fondo norvegese per comprendere quali dovrebbero essere le strade da seguire: 

Il fondo dichiara espressamente di voler tutelare il patrimonio senza correre i rischi, per farlo investe ben il 70% in azioni, come a dire che in certe condizioni gli investimenti azionari sono i più produttivi.

LE REGOLE DEL FONDO

Quali sono le regole di investimento che il fondo dichiara espressamente, e che sono un insegnamento per ogni risparmiatore investitore:

  • Diversificazione; permette di eliminare moltissimi rischi mantenendo alta la potenzialità dell’investimento.
  • Lungo periodo; permette una crescita e non si deve curare delle oscillazioni del breve periodo.
  • Il fondo mantiene scorte contenute di liquidità.

Da questi punti, come possiamo ben notare, riusciamo a vedere l’enorme differenza con il nostro paese Italia,

Un approccio che si traduce in risultati drasticamente differenti.

In Italia abbiamo dei veri e propri tesori, investiti in modo pessimo, mi riferisco agli investimenti degli oltre 600 miliardi di euro della cassa depositi e prestiti e dei 1600 miliardi tenuti a tasso zero, o addirittura a volte negativo, sui conti correnti.

La cultura di investimento dell’Italia è una cultura di debitore, mai sulla crescita, mai sulle imprese che tra l’altro generano molto valore e questo ha fatto una differenza sostanziale della redditività di questi denari.

IL RISPARMIO ITALIANO

Nel 2000 i risparmi dei cittadini italiani erano di 3057 miliardi di euro, questi tra quelli aggiunti e quelli cresciuti per la quota interessi sono arrivati a fine 2019 (20 anni dopo!!!) a  4436 miliardi di euro, con un aumento delle masse di 1393 miliardi di euro, ma cosa sarà accaduto nello stesso periodo al fondo norvegese?

Nel 2000 il fondo norvegese erano presenti 386 miliardi di corone, nel 2019 erano diventati ben 10088 miliardi di corona (interessi maturati sono pari a circa 5358 miliardi di corone) in pratica oltre il 50% del fondo è costituito da interessi.

Ci sarà ancora speranza per noi in Italia?

Beh, io credo che un barlume di speranza potrebbe esserci, ma ci vorrebbe un cambio radicale di cultura, un cambio veloce di mediato ed immediato.

Purtroppo l’unica cosa di cui ci preoccupiamo invece che investire, è di contrarre altri debiti, con gli italiani le banche italiane abitandoci sempre di più in una spirale da qui si vedono davvero pochissime via di uscita.

Con tutte le risorse che noi abbiamo a nostra disposizione non dovremmo minimamente preoccuparci dei vari istituti quali il MES, il Recovery Found o della Troika in generale, non dovremmo preoccuparci a fatto!

Abbiamo il più grande Stok al  mondo di risparmio privato e cerchiamo aiuto altrove quando basterebbe gestire al meglio quanto abbiamo già in casa.

Quindi, la domanda che ti faccio è la seguente:
“a te la scelta, vuoi essere solo un risparmiatore tenendo i soldi sul conto corrente, con tutti i problemi che ne derivano, oppure può essere un investitore?”

Articolo a cura di Vincenzo Balzano

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