Grasso intra-muscolare: un pericolo da non sottovalutare

Nutrizionista seduto alla scrivania con il camice
Dott. Pasquale Napolitano

La prevalenza di diete di scarsa qualità è aumentata in tutto il mondo negli ultimi due decenni; presentandosi come uno dei principali fattori che contribuiscono all’aumento dei tassi di malattie croniche e di mortalità, il grasso intra-muscolare.

Uno studio di Ward et al. ha mostrato che tra gli adulti, uno su quattro aveva due o più affezioni di tipo cronico con una tendenza all’ aumento nei prossimi anni tale che le malattie croniche andranno a rappresentare la causa del 62% dei decessi in tutto il mondo.

Ma cosa c’è alla base di questo aumento nei tassi di malattie croniche?

E’ stato osservato come l’aumento della deposizione di grasso corporeo aumenti il rischio di sviluppare questo tipo di malattie; occorre chiarire che non tutti i tipi di grasso di deposito hanno lo stesso effetto.

Quindi, bisogna modificare il modo di pensare al grasso corporeo non più come semplice accumulo di energia; ad un vero e proprio organo capace pure di secernere ormoni.

Grassi intramuscolari

Tra i vari grassi depositati nel nostro corpo, ultimamente ha assunto maggior risalto una particolare tipologia, ovvero quello Intramuscolare.

È stato associato all’insorgenza delle principali malattie metaboliche, come ad esempio il diabete di tipo II, data l’azione di mediatore di diverse funzioni metaboliche ed endocrine che questo presenta.

Nella foto si può vedere la condizione di un soggetto di sesso maschile andando da sinistra verso destra, con il 10%, il 12%, il 16% ed il 24% di grasso rispettivamente.

In blu si può apprezzare la massa magra, composta da muscoli ed organi, mentre il colore azzurro chiaro-verde rappresenta il grasso. ( Le ossa grosse non esistono ndr.)

Si può altresì vedere come nell’uomo col 10% di grasso vi siano puntini chiari uniformemente distribuiti nelle aree a predominanza blu scuro: questi rappresentano il grasso intramuscolare. 

Come una bistecca

Per rendere l’idea, risulta conveniente pensare ad una bella bistecca: 

Nell’immagine è possibile vedere realmente come si presenta il grasso tra le fibre muscolari ed intorno a queste (intermusculare).

Tornando all’immagine dell’uomo, quello al 10% avrà i muscoli come il muscolo indicato come score 2, mentre l’uomo al 24% risulterà come lo score 8. 

Effetti del grasso intramuscolare

Un eccesso di grasso intramuscolare è stato correlato allo sviluppo di patologie come la sindrome metabolica e deficit di forza muscolare operando così un alterazione della qualità dei muscoli; rappresentando quindi un fattore di rischio per l’insorgenza della malattia e un predittore di outcome negativo sulla progressione della stessa.

Una cattiva gestione delle scorte adipose da parte del corpo, e quindi un aumento dei depositi, è stata associata a malattie come il diabete e l’obesità ed è stata indicata come perturbatore della normale risposta ormonale (es. la sensibilità all’insulina). 

Il grasso intramuscolare ​​può fungere, inoltre, da marcatore clinico dello stato di salute e della progressione delle malattie; poiché le prove crescenti suggeriscono che esso sia un indicatoresignificativo di malattia cronica e un indicatore della salute muscoloscheletrica.

Dieta e grasso intramuscolare

Diversi studi hanno dimostrato che la distribuzione di macronutrienti nella dieta e il contenuto energetico possono influenzare la percentuale di grasso muscolare.

Tra gli interventi dietetici oggetti di studio, tra i più comuni si includono varie combinazioni di grassi, carboidrati e proporzioni proteiche, nonché diete ipocaloriche oppure diete digiuno-simili.

L’aumento del consumo di grassi, saturi o insaturi, è stato correlato con aumenti della percentuale di grasso muscolare nei roditori, bovini e suini e uomo.

Gli effetti delle diete ricche di carboidrati oppure delle diete ipocaloriche sul grasso muscolare presentano risultati contrastanti in letteratura; sebbene vi sia la tendenza credere che questa tipologia di approccio porti ad un aumento di tale grasso.

Cosa che sembrerebbe certa è che le diete digiuno-simili aumenterebbero tale grasso al pari delle diete ricche in grassi. 

Molto fa comunque la genetica e la predisposizione intra- ed interindividuale: soggetti con uguali percentuali di grasso totale possono presentarsi alla vista notevolmente differenti.

Il mio consiglio è quello più comune: fare sport il più possibile e possibilmente di tanto in tanto farsi analizzare la composizione corporea in modo da vedere in quale direzione si sta andando e magari regolare la dieta sulle reali caratteristiche di ognuno. 

Biglietto da visita della nutrizionista
Studio di dietetica e nutrizione umana.

Articolo a cura del Dott.Pasquale Napolitano

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