Cambiamento climatico: fra caldo e pioggia ecco chi ne paga le conseguenze

La scena del clima si ribalta e la pioggia forte prende il sopravvento sull’afa degli ultimi giorni, un cambiamento climatico inaspettato.

In particolare ieri, mercoledì 10 luglio, il maltempo ha colpito violentemente Pescara e parte della costa Abruzzese provocando danni consistenti a persone e a luoghi. 

Molte infatti sono le persone che hanno riportato contusioni e ferite al capo da suturare.

Numerosi anche i disagi alla circolazione per scarsa visibilità, inoltre molte sono state le auto, i parabrezza e i vetri danneggiati per via della grandine.

Oltre la violenta grandinata abbattutasi su Pescara, in tutta Italia sono stati registrati allagamenti e strade diventate come fiumi.

In tilt Vigili del Fuoco e Polizia Municipale, che hanno dovuto gestire incessantemente le emergenze.

Grandinata a Pescara (Foto di twitter.it)

Una nuova ondata di caldo ci attende

Non finisce qui, perché nonostante questa grandine spaventosa, il gran caldo degli ultimi giorni non ha di certo intenzione di sparire, anzi, è prevista una nuova ondata di caldo africano, specialmente nel weekend, dove le temperature saliranno oltre i 30°C.

Sarà una rimonta dal nord Africa che abbraccerà non solo l’Italia, ma anche molte Nazioni d’Europa e con molta difficoltà potrà attenuarsi nel corso dell’estate.

Da cosa dipende questo clima ‘ballerino’? 

La risposta è davvero semplice, il cambiamento climatico è la diretta conseguenza del riscaldamento globale.

Questo avviene con un aumento della temperatura sulla Terra dovuto alla troppa concentrazione di anidrite carbonica e degli altri gas serra presenti nell’atmosfera.

La concentrazione di questi gas è diventata troppa perché non vengono più emessi naturalmente, ma anche in maniera artificiale. Tutto questo più l’abuso dei combustibili fossili –che l’uomo usa per produrre energia- causa eventi climatici estremi e ballerini.

(Foto di nonsprecare.it)

La situazione in Italia

«L’Italia è sempre più esposta ad eventi climatici estremi perché manca la ‘protezione’ che era data una volta dall’anticiclone delle Azzorre». Lo spiega Antonello Pasini, fisico dell’atmosfera del Cnr. 

«Una volta questi fenomeni avvenivano solo dopo Ferragosto perché l’anticiclone ci proteggeva dalle correnti perturbate. Ora la circolazione è cambiata, arrivano anticicloni più caldi come quello libico, così non solo ci sono più ondate di calore, ma anche più eventi estremi».

(Foto di techeveryeye.it)

Quali saranno le conseguenze di questi cambiamenti climatici?

Sarebbe meglio dire “quali sono le conseguenze”, perché il futuro è già ora, ci troviamo ad avvertire e a vivere già adesso le conseguenze del cambiamento climatico, ben più gravi di una grandinata devastante.

Ecco un elenco di quelle che stiamo vivendo sulla nostra pelle:

  • Lo scioglimento dei ghiacci, che ormai è evidente. Zone come il permafrost, dove la terra era perennemente ghiacciata si stanno sciogliendo compromettendo questo ecosistema, animali compresi.
  • Innalzamento del livello dei mari, viene da sé che con lo scioglimento dei ghiacciai e del permafrost, il livello dei mari si sta innalzando e di questo passo arriverà a sommergere parte della terra in cui abitiamo.
  • L’acidificazione degli oceani. L’aumento dell’anidrite carbonica nell’atmosfera porterà anche ad un’acidificazione degli oceani provocando danni irreparabili all’ecosistema marino.
  • La desertificazione e con essa le ondate di calore già esistenti si espanderanno verso quelle regioni che attualmente godono di un clima temperato come l’area del mar Mediterraneo -Italia inclusa-provocando gravi danni per l’agricoltura. Le colture subiranno un calo e aumenterà il numero di persone a rischio denutrizione.
  • La perdita della biodiversità, che sta avvenendo non solo per colpa dei cambiamenti climatici, ma sicuramente per colpa degli esseri umani, sulla Terra è in corso un’inarrestabile estinzione di massa, la sesta per la precisione. Questa si traduce in un calo consistente della biodiversità del nostro pianeta. Il tasso di estinzione delle specie terrestri è vertiginoso ed entro la fine del secolo metà delle specie viventi rischia di sparire per sempre.
(Foto di eniday.com)

Minacciati oltre 50 anni di progressi nello sviluppo 

Fra le numerose conseguenze ci sarebbe da aggiungere che il cambiamento climatico minaccia di annullare gli ultimi 50 anni di progressi nello sviluppo, nella salute globale e nella riduzione della povertà.

Questo l’allarme lanciato dal relatore speciale dell’Onu sull’estrema povertà e i diritti umani, Philip Alston, il quale ha avvertito che il cambiamento climatico potrebbe condurre oltre 120 milioni di persone in più in povertà entro il 2030. 

I poveri del mondo rischiano di essere colpiti più duramente dall’aumento delle temperature, dalla potenziale mancanza di cibo e dai conflitti che potrebbero accompagnare questo cambiamento.

In più, si prevede che le nazioni in via di sviluppo soffriranno almeno il 75% dei costi dei cambiamenti climatici.

(Foto di ilpost.it)

Come fermare tutto questo 

Diverse sono le azioni che si potrebbero adottare per bloccare il cambiamento climatico. 

«Il recupero delle foreste è di gran lunga la nostra soluzione più potente oggi su scala planetaria» sostiene Tom Crowther, professore di ecologia dell’ecosistema globale presso l’Istituto di tecnologia di Zurigo, autore di uno studio pubblicato su “Science”.

Questo studio sostiene appunto che piantare gli alberi giusti nei posti giusti potrebbe immagazzinare 205 gigatonnellate di anidride carbonica in 40-100 anni.

Greenpeace propone:

Venendo invece alle soluzioni da attuare a casa e per strada tutti i giorni, Greenpeace propone:

  • Eliminare i “ladri di energia” spegnendo tutti gli stand by degli apparecchi elettronici in casa e staccare caricabatterie e trasformatori dalla spina, poiché consumano elettricità anche quando non vengono usati.
  • Sbrinare il frigorifero in modo regolare; non riscaldare mai l’acqua sulla piastra elettrica;
  • Lasciare il coperchio sulla pentola per fare bollire l’acqua;
  • Usare meno acqua per cuocere le verdure; usare la pentola a pressione;
  • Non pre-riscaldare a lungo il forno.
  • Fare la doccia rapidamente; evitare il prelavaggio;non usare apparecchi a batteria e limitare l’uso dell’asciugatrice.
  • Evitare di riscaldare casa più del necessario.
  • Usare il meno possibile le automobili, in alternativa usufruire dei trasporti pubblici o ancora meglio delle biciclette.

Piccole azioni che possono cambiare sostanzialmente le cose e che dovremmo sentirci in dovere di compiere per evitare che il clima possa sconvolgere gli equilibri della nostra Terra.

(Foto di feafavignana.com)

A cura di Laura Imperato

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