LA FOLLIA DI CAPITOL HILL

Cosa sta succedendo negli Stati Uniti? Nell’esplosione di rabbia dei rivoltosi che hanno dapprima assediato e poi letteralmente invaso Capitol Hill, cosa c’è esattamente?

Non possiamo cadere dalle nuvole, eh no. Abbiamo il dovere morale e sociale di riconoscere che quella manifestazione volgare ed orrida è frutto del certosino lavoro di persuasione, sobillazione, e plagio delle masse.

La sistematica arte di nurtrire il mostro della frustrazione dell’uomo medio e fornirgli un capro espiatorio che sia utile ad un solo, infimo scopo: il caos, la paura, l’insicurezza.

Tutti ingredienti che portano al convincimento che soltanto una soluzione autoritaria, sovranista e nazionalista possa dare l’utopica serenità che ogni essere umano egoisticamente desidera per sé e per i suoi.

Ma quel tipo di serenità non esiste e non può esistere sottoforma di obiettivo personale, non può prendere forma se non come concetto condiviso e sentire comune.

Ed è questo che sfugge a tutti quelli che si lasciano travolgere dalle fandonie e dalle istigazioni di uomini senza coscienza e senza morale come Donald Trump.

(Fonte immagine: blogsicilia.it)

Quello che è accaduto a Capitol Hill è stato una squallida sfilata di pericolosi sovvertitori dell’ordine e della democrazia che può giusto farci sorridere un istante e poi deve terrorizzarci ed oltraggiarci.

La disinformazione come arma

Le scene di Washington devono farci realizzare che tutta la disinformazione che circola indiscriminata e a portata di click, fruibile da chiunque, tutte le fake news, i video complottisti realizzati ad arte e le campagne di odio (purtroppo spesso promosse e diffuse da esponenti della politica) hanno un discreto pubblico che sottovaluta la forza incisiva che tutto ciò ha sulla propria quotidianità.

(Fonte immagine: globalist.it)

Tutto parte convincendosi di qualcosa che non ha assolutamente alcun fondamento scientifico e si finisce col minacciare di morte una giovane donna alla quale è stato somministrato il vaccino contro il Covid.

Incominciano credendo sia legittimo definire gli anziani non “indispensabili al progresso economico del Paese” e finiscono a spaccare le vetrine delle attività commerciali per rivendicare un capriccioso diritto a non indossare una mascherina.

Si continua ridacchiando e giustificando un politico che sventola un rosario e si finisce augurando la morte ai bambini con il colore della pelle diverso dal proprio.

Ci si dispiace perché il proprio rappresentante politico non è stato eletto Presidente degli Stati Uniti e si finisce in manette per aver devastato la sede del Governo.

(Fonte immagine: repubblica.it)

Arrestati i responsabili

E’ finalmente stato arrestato anche il volto più noto di questa marcia selvaggia: Jake Angeli soprannominato lo sciamano, perché attivista del delirante credo di QAnon, una teoria di estrema destra secondo la quale nel mondo sarebbe in atto una cospirazione atta ad impedirebbe a Trump di smascherare un network di satanisti pedofili.

Contribuisce ad aggravare la posizione dell’ormai ex Presidente degli Stati Uniti, il fatto che sia stato proprio lui ad avvalorare la veridicità di questo violento ed insensato culto basato sul nulla cosmico e ormai ripetutamente smentita.

Le persone più vulnerabili e persuasibili diventano così strumento per uomini e donne senza scrupoli e non bisogna commettere l’errore di credere che quanto accaduto negli Stati Uniti sia un evento isolato.

Continuando con la disinformazione e con quotidiani esempi di aggressività verbale ed ideologica, eventi come quello di Capitol Hill sono destinati a ripetersi e con violenza sempre crescente.

(Fonte immagine: seguonews.it)

Sospesi gli account Twitter e Facebook di Donald Trump

Recentemente ci si è interrogati sulla legittimità del provvedimento preso da Twitter di sospendere per sempre l’account di Donald Trump.

Il mondo del giornalismo e l’opinione pubblica in genere si è chiesta se fosse giusto derogare in questo modo alla libertà d’espressione che dev’essere garantita universalmente, ma la risposta è davvero semplice.

La virtuosa e condivisibile massima di Voltaire per la quale “Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo” non va confusa con l’indiscriminata e pericolosa diffusione di sciocchezze, incitamento all’odio e all’illegalità, nonché di gravissime falsità. L’opinione è diversa dal fatto!

E i social non sono una sorta di ‘terra di nessuno’ sui quali riversare la propria frustrazione senza che vi siano conseguenze ed è ora che anche tutti gli esponenti del mondo della politica se ne rendano conto.

Urge farsi furbi, studiare, informarsi ed imparare a distinguere la verità dai complotti.

E’ becero sfruttare le sofferenze delle persone per istigare le masse, ha un amaro sapore di passato oscuro e volete sapere come finisce? Scommetto che lo sapete già.

Articolo a cura di Luana Fusco

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