Sicurezza alimentare: cosa preoccupa più gli italiani?

Nutrizionista seduto alla scrivania con il camice
Dott. Pasquale Napolitano

Il 7 Giugno si è celebrata la giornata mondiale per la sicurezza alimentare promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su vari aspetti riguardanti la qualità del cibo e l’accesso ad esso nel mondo.

Il tema della giornata di quest’anno è stato: “Food safety: everyone’s business!” a ricordare che la sicurezza alimentare è un impegno ed una responsabilità condivisa da tutti: governi, industria, produttori, operatori commerciali e consumatori.

Cosa preoccupa più gli italiani quando si tratta di sicurezza alimentare?

Da un’indagine condotta da EFSA nel 2019 è risultato che il 40% degli italiani pensa che i prodotti alimentari in vendita siano pieni di sostanze nocive e che solo 1 italiano su 3 sia consapevole che ci siano in vigore norme tali per cui gli alimenti venduti sono sicuri.

A preoccupare maggiormente è il pensiero ci siano negli alimenti residui di antibiotici, ormoni e steroidi (44%) seguito a ruota dall’idea che ci siano inquinanti ambientali e additivi (33%).

Di rilievo la percentuale (24%) per quanto riguarda gli ingredienti geneticamente modificati. In coda il tema delle tracce di materiali negli alimenti (20%).

EFSA (2019) – Eurobarometer on food safety in the EU

Sulla questione di possibili contaminazioni ad opera del packaging ci sono norme severe che dovrebbero garantire il non superamento del limite di migrazione, aprendo lo scenario alla consapevolezza del fatto che in dipendenza delle condizioni di conservazione un seppur minimo fenomeno migrativo da parte dei materiali sia presente.

Se consideriamo che ogni alimento viene in contatto con dei materiali, che si tratti di packaging o della padella usata per la preparazione e che ogni materiale è potenzialmente in grado di trasferire materiali all’ alimento si dovrebbe capire bene come tale questione non possa essere relegata alla fine delle preoccupazioni pensando invece a problematiche facilmente individuabili e controllabili.

Per quanto riguarda invece gli inquinanti ambientali, la percezione di pericolo reputo sia giusta dal momento che l’inquinamento legato ad attività antropiche è una realtà da considerare soprattutto nel possibile impatto sulla catena alimentare.

Consigli utili per la sicurezza alimentare

Come nutrizionista non posso che consigliare di seguire una dieta a base di vegatali, di legumi e di frutta, ovvero secondo i dettami della celeberrima dieta mediterranea che però, per l’appunto, prevede alla base tutti quegli alimenti maggiormente sensibili di contaminazione.

Può essere senz’altro utile cercare di variare la provenienza degli alimenti che si vanno ad acquistare così da cercare di modulare, qualora ci siano, la presenza di contaminanti.

Cercare il più possibile il km zero, così da evitare le lunghe conservazioni e i lunghi trasporti; questo si traduce nell’acquisto di prodotti secondo stagionalità evitando vegetali e frutti fuori periodo così da evitare i prodotti che hanno fatto tanti km per arrivare.

Un altro punto chiave è la conservazione degli alimenti che dovrebbe essere eseguita secondo norme specifiche e regole con temperature specifiche per ogni categoria di alimenti partendo dalla banale regola del separare gli alimenti crudi da quelli cotti e del riporre nel frigorifero gli alimenti nel giusto ripiano.

Occhio a utensili, contenitori, pellicole

Essenziale è anche l’utilizzo di materiali idonei sia nella preparazione degli alimenti sia nella cottura; anche qui il rimando è al leggere attentamente le istruzioni di utilizzo dei singoli utensili, contenitori, pellicole, ecc.

In definitiva si sta prendendo coscienza del fatto che il cibo possa essere veicolo di contaminanti, ma bisogna anche essere informati sul fatto che ci siano norme severe col fine di tutelare i cittadini consumatori.

Il consumatore deve però fare anche la sua parte adoperandosi affinché la qualità del prodotto sia mantenuta evitando contaminazioni e malconservazioni. Come dicevo all’inizio: la sicurezza alimentare è un impegno e una responsabilità condivisa da tutti.

Biglietto da visita della nutrizionista

Articolo a cura di Dott. Pasquale Napolitano

LEGGI ANCHE:

Leggi anche: https://cercolinfo.it/index.php/2020/05/28/dimagrire-cardio-vs-pesi/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *