36 – Come si sceglie un abito?

Mimmo Di Simone, appassionato di eleganza maschile

Sul giornale parlo spesso dell’importanza dell’eleganza nella sfera professionale. Come dico sempre, per avere successo bisogna prima di tutto apparire di successo e scegliere un ottimo abito.

E questo attira su di me molte critiche, ma vivo bene lo stesso anche per sono convinto che il potere e il rispetto vanno guadagnati con le azioni e con la competenza professionale, ma anche con la propria immagine.

Tuttavia c’è un altro aspetto da non sottovalutare: L’abbigliamento influenza direttamente anche il nostro fascino.

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Ora, questo tema è molto delicato. Anche qui devo stare molto attento a pesare ogni singola parola perché so già che alla prima parola fuori posto potreste saltare in piedi e urlarmi contro ogni tipo di ingiuria.

Tuttavia vorrei semplicemente farvi riflettere su un paio di aspetti.

Prima di tutto vorrei farvi notare che la società molto spesso ci ha instillato delle credenze che ci frenano, per cui l’idea di voler essere più attraenti viene vissuta come un tabù, ma signori miei, il fatto che un uomo voglia acquisire più fascino non è una cosa di cui vergognarsi.

Migliorare il proprio fascino

Migliorare il proprio fascino è possibile, e si può fare semplicemente utilizzando il singolo fattore che spiegherò in questo articolo.

C’è una cosa che ha il potere di cambiare la nostra immagine all’istante, anche senza modificare il nostro stile personale.

Non dovrete modificare il vostro modo di vestire, il vostro stile, il tipo di abito e di accessori che usate normalmente.

Ma dovrete considerare un singolo fattore, un singolo elemento in grado di farvi acquisire più fascino all’istante e senza particolari sforzi.
Di cosa si tratta? Semplice: della vestibilità. Il fit. Chiamatelo come volete: in sostanza, tutto dipende dalla taglia dei vostri vestiti.

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La giusta taglia per un abito

Ma “taglia” è un termine impreciso e generico: la vestibilità è un concetto più ampio e complesso. Quindi vediamo come fare e scriviamo qualche appunto come al solito.

Appunti: Per prima cosa bisogna prestare la massima attenzione alla taglia dei pantaloni.

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Pantaloni eleganti o da completo

Nel caso di pantaloni eleganti o da completo, devono essere stretti al punto giusto: niente pantaloni troppo stretti ma nemmeno pantaloni troppo larghi.

Nel complesso, nella stragrande maggioranza dei casi, vedo in giro pantaloni troppo grandi, e pure troppo lunghi.

Il pantalone deve essere perfetto: lunghezza studiata al millimetro, e larghezza altrettanto chirurgica. Deve consentire i movimenti ma non creare delle pieghe inutili né tantomeno delle “sacche” di tessuto.

Appunti: Il fit della giacca deve essere perfetto. Il confine è sottilissimo, e non a caso è difficile da trovare. Prendetevi del tempo per valutare ogni aspetto della giacca per il vostro abito.

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La giacca

Stessa cosa vale per la giacca. Anzi, nel caso della giacca è persino ancora più cruciale. Deve fasciare il corpo, mettendo in risalto i lati positivi del fisico. E allo stesso tempo mascherarne i lati negativi.

La giacca da sola, se ha la giusta vestibilità, è in grado di aumentare in maniera esponenziale il nostro fascino perché farà sembrare più “virile”.

Una giacca giusta, ammesso che il nostro fisico lo consenta, farà sembrare il girovita più stretto di quanto non sia realmente, mentre allo stesso tempo allargherà le spalle, dando un’impressione di virilità e di prestanza fisica maggiore rispetto a quella che si ha naturalmente.

Però la giacca deve essere perfetta. Deve fasciare le braccia e le spalle ma senza far intuire le forme che stanno sotto.

La giacca per gli uomini muscolosi

Ad esempio, nel caso si uomini particolarmente muscolosi, una giacca da cui si intuisce la forma del bicipite non è una cosa buona: sembrerà troppo stretta e darai l’impressione di un “salame”. Il corpo deve essere messo in risalto ma non fasciato in maniera troppo stretta.

In un semplice articolo non posso scendere più nel dettaglio perché non esistono consigli generici: occorre valutare caso per caso. Ma nel caso di questo articolo, dove il focus è scegliere un abito, possiamo dire che:

Appunti: Un abito che veste bene, ma è di un tessuto scadente, è comunque da preferire rispetto a un abito pregiato e costoso, con un bel taglio, che però non veste alla perfezione.

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Questo discorso vale soprattutto per quanto riguarda il fascino di cui sopra, poiché vale il sillogismo: Il fascino dipende dalle forme. Le forme le decide il completo, il tipo di completo lo decide la giacca.

Il cappotto

Stessa cosa vale per il cappotto – sia invernale che da mezza stagione, ad esempio nel caso del trench.

È abbastanza inutile che vi impegniate negli abbinamenti, se poi le giacche che indossate non sono perfette a livello di taglia; o hanno le maniche troppo lunghe o troppo corte.

La lunghezza della giacca, ad esempio, è una delle cose più difficili da azzeccare. Solo un uomo su dieci indossa una giacca della lunghezza giusta.

Purtroppo è questa la triste realtà ed è molto probabile che noi rientriamo fra quei nove (parlo a livello numerico, le probabilità giocano a nostro sfavore).

Sì, mi ci metto anche io, e mi spiego: In quanti di voi hanno pensato che mi rifessi alla lunghezza del busto e non a quelle delle maniche? Bene se avete pensato alle maniche, siete nei nove decimi. Mi spiace.

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Un buon lavoro di studio

Tutto questo può essere risolto con un lavoro di studio come magari ho fatto io e che sto condividendo articolo dopo articolo con voi, ma sappiate che questo è solo il punto di partenza: per prima cosa bisogna imparare come fare e cosa fare.

Poi dovete trovare un buon sarto che esegua quello che gli chiediate. In generale, va bene affidarsi a un sarto, ma non va fatto ciecamente: dovrete essere voi a dirgli cosa volete che faccia.

Lui vi consiglierà, ma spesso lo farà in maniera limitata. Ci sono sarti bravissimi, ma spesso hanno una visione un po’ “datata”.

In molti casi sono anziani, e sono rimasti a qualche anno fa (o decennio fa). Per cui saranno molto rigidi e restii ad accettare le vostre indicazioni, convincendovi magari che sono sbagliate.

Ma ricordate quello che ci siamo detti tante volte: Noi decidiamo la nostra immagine, il nostro stile, e la nostra vestibilità. Lui esegue. Magari ci consiglia, ma l’ultima parola spetta a noi. Quindi…

Appunti: Non lasciarsi manipolare e abbindolare dai sarti né dalle commesse!

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Dio ce ne scampi, queste sono ancora peggio in quanto a “consigli”. Non hanno un’idea di ciò che dicono: non sono formate a dovere sull’eleganza maschile, e in quei rarissimi casi in cui lo sono, sono formate in maniera istituzionale e non sono in grado di pensare “al di fuori della scatola”. Hanno memorizzato due nozioni e le vomitano addosso a ogni cliente.

Il loro interesse è quello di vendervi qualcosa. Punto. Quindi il loro consiglio sarà sempre di parte. Non sarà mai pulito e disinteressato, proprio perché sussiste un chiaro conflitto di interesse.

Ecco perché potete ascoltare le commesse, annuire, e fare tesoro di quello che dicono… ma dovrete decidere sempre e solo con la vostra testa. Sviluppando un vostro metro di giudizio e una vostra capacità di decisione.

Ecco perché è fondamentale che imparare a decidere, distinguere, riconoscere. Poi eventualmente vi affiderete ai consigli esterni di un sarto o di una commessa, ma di base sapete già cosa volete.

L’errore più grande che si possa commettere in questo senso è entrare in un negozio e dire: “mi serve un abito, non so, faccia lei”.

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Diffidate dei consulenti

Certo, capire tutto questo da soli non è facile. Lo so. Ecco perché vi invito a diffidare dei consulenti d’immagine generici, specialmente delle donne, che vi consigliano cosa indossare ma non sono specializzate in eleganza e molto spesso non sono nemmeno specializzate in abbigliamento maschile.

Fanno un po’ di tutto. E se sono donne hanno anche un altro problema: sanno tutto ma non lo mettono in pratica loro stesse.

Vi consigliano, ma essendo donne non hanno provato in prima persona quello che consigliano.

Lo fanno così, a “intuito”. In base ai colori e alle fantasie per lo più, o in base alle ultime tendenze viste su qualche rivista.

Vi sembra normale? È come se io andassi a lezione di paracadutismo da una persona appassionata di paracadutismo ma che non ha il brevetto da istruttore e non si è mai lanciata da un aereo in corsa.

Secondo voi ha senso? Vi affideresti a una persona simile? Vi lancereste da un aereo dopo aver preso “lezioni” da qualcuno che non lo ha mai fatto in prima persona?

Ecco, facendo la stessa cosa ogni volta che chiedete un “consiglio” a una consulente di immagine che tratta uomini e donne allo stesso modo, che lavora con muratori o con avvocati o con impiegati di banca o con dipendenti del catasto. Senza alcuna distinzione né tantomeno specializzazione.

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Quindi scusate la digressione ma questo tema andava chiarito. Detto questo, Il primo passo da fare è cominciare a costruire una visione.

E questo, se vi va, lo faremo qui su questa rubrica. Come detto, in questa nuova stagione di eleganza ci soffermeremo molto sui dettagli di ogni singolo aspetto dell’immagine maschile, sarà un po’ come fare uno zoom per poi alla fine, avere il quadro completo.

Mimí.

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