Stress e intestino irritabile: quale legame li mette in relazione?

Nutrizionista seduto alla scrivania con il camice
Dott.Pasquale Napolitano

Numerosi sono i fattori e le condizioni morbose, tra cui lo stress che causano o si associano ad alterazione dell’ecosistema intestinale per disbiosi e/o aumentata permeabilità della barriera mucosa.

Tali alterazioni modificando la risposta immunologica e stimolando il sistema nervoso enterico, si manifestano clinicamente con i sintomi espressi dalle disfunzioni motorie e sensitive intestinali.

Lo stress

Lo stress è definito come una perturbazione dell’omeostasi dell’organismo e può avere effetti a breve e lungo termine sul tratto gastrointestinale. 

Attivando l’interazione tra sistema nervoso centrale ed ecosistema gastrointestinale, lo stress modifica profondamente la fisiologia gastrointestinale:

  • Dall’attività motoria a quella secretoria;
  • Dalla permeabilità della barriera epiteliale al flusso sanguigno mucosale:
  • Dalla sensibilità viscerale alla composizione del microbiota alla capacità rigenerativa dell’epitelio.

Da ricordare che l’ecosistema intestinale, composto dall’ambiente endoluminale e la barriera mucosa, è un sistema dinamico il cui grado di equilibrio è determinato dall’interazione tra i suoi componenti.

Il microambiente del lume intestinale

Immagine di slideplayer

Nel microambiente del lume intestinale si trovano ed interagiscono tra loro il microbiota, i nutrienti in via di digestione o non assorbiti e le secrezioni.

Le componenti del microbiota intestinale, ricorrendo a strategie mutualistiche tra microrganismi, tendono ad essere ben bilanciate tra di loro.

Quest’ultimo permette di mantenere quello stato definito eubiosi e caratterizzato da una prevalenza di Phila Firmicutes (che includono Lactbacillaceae e Bifidobacteriaceae) e Bacteroidetes.

Lo stato di disbiosi, al contrario, definisce un ecosistema microbico sbilanciato a favore di Proteobatteri(Enterobacteriacae). 

La barriera mucosa

Immagine di Wikipedia

L’altro componente dell’ecosistema intestinale è la barriera mucosa con la sua utilità morfo-funzionale di difesa formata da più componenti disposte in 3 strati:

  • Il muco, che ricopre lo strato epiteliale;
  • Le cellule di regolazione dell’immunità innata e adattiva;
  • I vasi sanguigni, gangli e fibre del sistema nervoso enterico. 

Lo stress agisce direttamente sull’ecosistema intestinale, che stimolano le cellule muscolari intestinali ed il sistema nervoso enterico direttamente tramite i mastociti posti a stretto contatto con le strutture nervose mucose.

La degranulazione dei mastociti

Immagine di caldorem

La degranulazione dei mastociti da parte dello stress attiva la cascata immunitaria che si divide in due parti:

Da un lato, si riflette diminuendo la difesa della barriera epiteliale, riducendo la secrezione di muco e aprendo le giunzioni strette dell’epitelio con conseguente aumento della permeabilità intestinale.

Dall’altro, stimolando le vie afferenti nervose, esalta lo stato di sensibilità viscerale e di reattività riflessa neuromuscolare.

La riduzione della permeabilità intestinale si riflette in un’alterata interazione tra microbiota e barriera mucosa, con conseguente stato di disbiosi e quindi la comparsa di tutti i sintomi ad essa correlati.

Quest’ultimo, per l’aumentata permeabilità intestinale, può a sua volta influenzare il sistema nervoso centrale e lo stato emozionale dell’individuo tramite metaboliti batterici, citochine infiammatorie liberate dal sistema immunitario mucosale e neurotrasmettitori secreti dal sistema nervoso enterico.

Lo stress, quindi, è causa di:

  • Alterazioni fisiopatologiche;
  • Alterata contrattilità muscolare;
  • Ipersensensibilità viscerale;
  • Stato infiammatorio mucosale di basso grado.

Essi sono alla base dei tipici sintomi di dolore e distensione addominale associati ad alterazioni dell’alvo.

Possibilità di intervento nutrizionale

Come appena detto esiste una forte correlazione tra lo stato emotivo e lo stato di alterazione dell’ecosistema intestinale.

E’ una relazione che trova base in uno stretto scambio bidirezionale di informazioni tra il sistema nervoso centrale e quello enterico. 

IBS

Immagine di metodo APCG

Se si soffre di IBS prima di agire sugli effetti è sempre meglio indagare le possibili cause.

Alcuni recenti evidenze scientifiche dimostrano come stati di ansia e stress possano intervenire aumentando l’incidenza della sintomatologia intestinale e viceversa.

E’ stato constatato un potenziale effetto benefico di supplementi prebiotici e probiotici sulla sintomatologia ansiosa e depressiva in pazienti affetti da colon irritabile o da disturbo depressivo maggiore.

Non è tuttavia ancora possibile definire quali ceppi batterici in particolare possano svolgere un ruolo attivo nel trattamento dei sintomi ansioso-depressivi.

Risulta utile però consigliare un regime alimentare ricco di probiotici naturali ad esempio:

  • Alimenti fermentati;
  • Vegetali prebiotici come i cereali integrali, i legumi, la verdura e la frutta.

Ovviamente risulta essenziale una valutazione individuale del soggetto dal momento che le raccomandazioni possono essere diversificate e variare da individuo a individuo.

Risulta invece controproducente instaurare un regime dietetico di eliminazione e restrittivo ancor più se auto-elaborato. 

Biglietto da visita della nutrizionista
Studio di dietetica e nutrizione umana

A cura del Dott.Pasquale Napolitano

Leggi anche: https://cercolinfo.it/index.php/2020/02/12/il-latte-fa-bene-o-fa-male/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *