TUTTI I SEGRETI DEL RISPARMIO: Il FTSEMib in rosso, la Cina preoccupa.

Vincenzo Balzano
Sono Vincenzo Balzano, Ispettore Principale, Consulente Finanziario e Assicurativo per Alleanza Assicurazione Spa

Il FTSEMib chiude la giornata in rosso, in altalena i titoli del settore bancario, mentre Atlantia ha confermato il trend negativo, in scia ai timori per la revisione del sistema di concessioni autostradali.

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno terminato l’ultima seduta della settimana e del mese di Novembre con ribassi frazionali.

Giovedì 28 novembre Wall Street è rimasta chiusa in occasione del Thanksgiving Day;  Venerdì i principali indici statunitensi hanno chiuso a alle 13.00 (19.00, ora italiana).

In altalena i titoli del settore bancario, mentre Atlantia ha confermato il trend negativo, in scia ai timori per la revisione del sistema di concessioni autostradali.

Il FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 0,36% a 23.259 punti (minimo di 23.207 punti, massimo di 23.425 punti), ma ha terminato la settimana (periodo da 25 al 29 novembre) con una variazione nulla.

Nell’intero mese di Novembre il principale indice di Borsa Italiana è salito del 2,49%. l FTSE Italia All Share ha ceduto lo 0,31%.

Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (-0,04%) e per il FTSE Italia Star (+0,22%). Nella seduta del 29 novembre il controvalore degli scambi è salito a 1,86 miliardi di euro, rispetto agli 1,62 miliardi di giovedì; sono passate di mano 588.134.152 azioni (417.924.192 nella seduta di giovedì).

Su 416 titoli trattati, 201 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 171; invariate le restanti 44 azioni.L’euro si è portato oltre gli 1,1 dollari, mentre il bitcoin è salito sopra i 7.500 dollari (circa 7.000 euro).Lo spread Btp-Bund si è attestato poco sotto i 160 punti.

La 🇨🇳Cina preoccupa i mercati

Le vicissitudini di Hong Kong unite alle nuove frizioni 🇺🇸Usa-Cina🇨🇳 pesano sui listini asiatici e da lì la debolezza si estende a tutti i listini globali. Anche i mercati europei e americani trattano incerti, dopo la giornata di chiusura per il Ringraziamento. Inoltre, il calo del prezzo del petrolio oltre 3 punti percentuali ha accentuato il calo delle Borse europee nel finale, sulla scia di Wall Street.

(Immagine di AlJazeera.com)

A fine seduta tutti i principali indici hanno chiuso in rosso❌ : Londra (-0,8%) è stata la peggiore, mentre Piazza Affari ha ceduto lo 0,36% penalizzata dalle vendite su Saipem (-2,7%), Tenaris (-1,2%) ed Eni (-0,6%) nel finale.

La peggiore è stata Buzzi (-3,1%) complici realizzi, dai massimi da gennaio. Ancora pesante Atlantia (-1,8%) sui timori legati alle scelte del governo italiano in tema di concessioni autostradali. Acquisti sui titoli difensivi (pharma e utility) e su Nexi (+1,3%) che ha annunciato un +10% nei pagamenti digitali rispetto a un anno fa nella settimana del black friday.

La posizione degli investitori resta dunque attendista: aspettano di capire cosa succederà delle trattative commerciali, visto che a metà dicembre dovrebbe scattare la prossima infornata di aumenti tariffari da parte della Casa Bianca.

Il supporto di Trump ai protestanti di Hong Kong ha complicato un percorso di distensione commerciale che sembrava arrivato ai dettagli finali.

Annota la Bloomberg che molte preoccupazioni arrivano dalla Cina. E non riguardano soltanto la parte commerciale, ovvero il braccio di ferro con Washington per quanto riguarda i dazi, ma il moltiplicarsi di segnali di stress finanziario.

L’elenco dell’agenzia americana segnala la corsa a ritirare i depositi dalle banche rurali (ci sono 586 banche su quasi 4.400 ad “alto rischio”), passando per la crescita dell’indebitamento privato dei consumatori (giunto ormai a pesare per la totalità di un reddito medio annuo disponibile) e il tasso senza precedenti di bond in ristrutturazione: insomma, Pechino rischia di ritrovarsi a stretto giro a contatto con una bolla finanziaria estensa su più fronti.

Tokio e Shanghai

Sulla scia di questi timori compositi, la Borsa di 🇯🇵Tokyo ha chiuso l’ultima seduta della settimana in calo dello 0,49%, a quota 23.293,91, con una perdita di 115 punti. Sui mercati valutari lo yen è stabile sul dollaro a 109,50 e a 120,50. 

Shanghai ha perso lo 0,61% e Hong Kong il 2,03% in vista delle nuove proteste del fine settimana.

Tra i dati macroeconomici attesi, l’Istat ha diffuso quelli su occupati e disoccupati a ottobre, inflazione a novembre e conti economici trimestrali del terzo trimestre. In Francia l’inflazione è salita a novembre all’1% su anno. Dalla Germania si attende il tasso di disoccupazione a novembre e, per il momento, un forte rallentamento è arrivato dai consumi tedeschi in calo dell’1,9% mensile a ottobre.

Dall’Eurozona si aspetta il tasso di disoccupazione a ottobre e l’inflazione a novembre; e dagli Usa l’indice Pmi (Chicago) a novembre. In Giappone, invece, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 2,4% a ottobre e la fiducia dei consumatori è salita a 38,7 punti a novembre. Male infine la produzione industriale, scesa del 4,2% a ottobre.

(Immagine di IlSole24Ore.it)

Quotazioni del petrolio in leggero calo sui mercati internazionali. I contratti sul greggio Wti con consegna a gennaio passano di mano a 57,99 dollari al barile, in flessione di 12 centesimi, mentre il Brent è a quota 63,61 dollari, in calo dello 0,4%. Complessivamente nel corso della settimana il greggio americano ha registrato un aumento dello 0,4% che porta a +7% il rialzo del mese di novembre.

Il prezzo dell’oro è in lieve rialzo sui mercati asiatici. Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.458,33 dollari l’oncia in aumento dello 0,1%. Nel mese il consuntivo è però negativo, con un calo complessivo del 3,6 per cento, il maggiore da novembre 2016, ovvero dall’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca.

✅TOP E ❌FLOP

TITOLI TOP ✅

DescrizioneUltimo prezzoVar%
BCA PROFILO0,199+17,06%
INNOVATEC0,0758+13,13%
DBA GROUP1,89+11,18%
ILLA0,73+8,96%
INDEL B20,4+6,81%
RCS MEDIAGROUP1,032+6,17%
OVS2,084+5,52%
GUALA CLOSURES7,3+4,89%
LANDI RENZO0,945+4,77%
H-FARM0,346+4,53%

Grande giornata per BCA PROFILO ( l’istituto di credito milanese), che mette a segno un rialzo del 17,06%. 

I primi movimenti sono stati vivaci per il titolo, che ha preso il via a 0,1705 Euro, superando il massimo della vigilia, per poi continuare ad incrementare la performance in giornata e finire in miglioramento a 0,199, attorno al livello migliore della riunione. Il confronto del titolo con il FTSE MIB, su base settimanale, mostra la maggiore forza relativa di Banca Profilo rispetto all’indice, evidenziando la concreta appetibilità del titolo da parte dei compratori.

(Immagine di Google.it)

Seduta decisamente positiva per Innovatec, che ha terminato in rialzo del 13,13%. La partenza è stata effervescente per il titolo che ha iniziato la sessione odierna a 0,069 Euro posizionandosi sopra il top della seduta precedente per poi ampliare la performance nel prosieguo della riunione e terminare in volata a 0,0758, prossimo al valore più alto della seduta. 

A livello comparativo su base settimanale, il trend di Innovatec evidenzia un andamento più marcato rispetto alla trendline del FTSE MIB. Ciò dimostra la maggiore propensione all’acquisto da parte degli investitori verso Innovatec rispetto all’indice.

(Immagine di Google.it)

TITOLI FLOP ❌

DescrizioneUltimo prezzoVar%
NB AURORA10,534-11,94%
IMVEST0,178-7,29%
KI GROUP0,76-5,00%
CDR ADVANCE CAPITAL0,496-4,62%
ESSILORLUXOTTICA133,7-4,47%
ELICA3,29-4,08%
EUROTECH8,21-3,86%
4AIM SICAF400-3,85%
DOMINION HOSTING HOLDING7,6-3,80%
SOMEC26,8-3,60%

Seduta molto negativa per Nb Aurora, che perde terreno, mostrando una discesa dell’11,94%. La partenza è stata difficile per il titolo che ha esordito a 10,53 Euro, sotto il livello più basso della giornata precedente, conservato lungo tutta la riunione prima di recuperare a 10,53 attorno ai picchi della seduta. L’analisi settimanale del titolo rispetto al FTSE MIB mostra un cedimento rispetto all’indice in termini di forza relativa di Nb Aurora, che fa peggio del mercato di riferimento.

(Immagine di BorsaItaliana.it)

A picco Imvest, che chiude gli scambi con un pessimo -7,29%. Nella giornata abbiamo assistito ad un avvio con forza ed apertura a 0,193 Euro, sotto i massimi della seduta precedente, seguito da un indebolimento che persiste nella sessione e chiusura più debole a 0,178 in prossimità dei minimi di seduta. Lo scenario tecnico visto ad una settimana del titolo rispetto all’indice, evidenzia un rallentamento del trend di Imvest rispetto al FTSE MIB, e ciò rende il titolo potenziale obiettivo di vendita da parte degli investitori.

(Immagine di Google.it)

Articolo a cura di Vincenzo Balzano

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