Dolcificanti e dimagrimento

Nutrizionista seduto alla scrivania con il camice
Dott. Pasquale Napolitano

Quando ci si mette a dieta , ci si ritrova a fare una scelta riguardo ai dolcificanti da utilizzare, per una corretto dimagrimento.

Per chi è abituato a prendere uno o più caffè durante la sua giornata il quesito può essere molto complicato da risolvere.

Meglio continuare ad utilizzare lo zucchero? Passare al dolcificante o abituarsi a prendere il nostro caffè, di esempio, amaro?

In linea teorica e salutistica il nostro caffè, andrebbe preso amaro senza aggiungere null’altro.

Nella pratica la cosa potrebbe risultare insostenibile per chi almeno al mattino vorrebbe assaporare qualcosa di dolce.

Meglio lo zucchero di canna o quello bianco?

Immagine di osservatorioalimentare.

Spesso questa domanda è atavica dato il momento storico in cui viviamo. Tutti cercano il salutismo ma pochi sanno veramente come si ottengono le materie prime e da dove esse provengano.

Lo zucchero di canna si ottiene per sfibramento del fusto della canna da zucchero, caratterizzato da un colore scuro dovuto:

  • Sali minerali (ferro, magnesio e calcio);
  • Vitamine del gruppo B e PP;
  • Acidi organici che danno appunto la classica colorazione scura.

Tali sostanze e il liquido che le raccoglie si chiamano comunemente “melassa”.

Esso ha l’obiettivo di eliminarla isolando il saccarosio, lo sciroppo di zucchero di canna viene centrifugato.

Lo zucchero di canna sia che si tratti di quello integrale o di quello grezzo resta pur sempre saccarosio con caratteristiche nutrizionali del tutto sovrapponibili rispetto al saccarosio “bianco”.

Per precisione di narrazione, le vitamine e i minerali sono presenti nella melassa, ma non è detto che ci siano nel prodotto finito.

Risulta quindi impensabile il voler definire lo zucchero come fonte di vitamine e sali minerali.

Meglio i dolcificanti allora?

I dolcificanti sono molecole sintetizzate che hanno la caratteristica di avere un elevatissimo potere dolcificante rispetto al comune saccarosio.

In virtù di questo il loro vantaggio sta nella possibilità di usarne da 1 a frazioni 1 grammo ottenendo un gusto che si otterrebbe con un cucchiaino di saccarosio.

Ma queste molecole sono utili se siamo a dieta?

Immagine di riza

Di norma tendo a consigliare questo tipo di dolcificante in quei soggetti che ad esempio consumano solo due caffè al giorno in virtù dello zucchero comune.

Si risparmia qualche caloria e si evitano picchi glicemici tipici dell’assunzione di saccarosio. Come già detto se ne assumeranno forse 2g al giorno, quantità del tutto innocua per il nostro corpo.

In letteratura però c’è un interessante studio condotto su una popolazione di grandi obesi (BMI: 41.8 kg/m2) che ha dimostrato un possibile effetto dei dolcificanti sintetici (NNS – Edulcoranti non nutritivi) sul microbiota intestinale.

Lo studio su una popolazione di grandi obesi

Immagine di GiacomoPagliaro

Lo studio ha esplorato i cambiamenti nel microbiota fecale e negli acidi grassi a catena corta (SCFA), associati alle abitudini alimentari, inclusi gli NNS, e ha valutato le conseguenze metaboliche nei soggetti con obesità patologica.

La dieta tenuta dai soggetti in studio è stata valutata con un questionario di frequenza alimentare convalidato mentre un’unità di NNS era costituita da una bevanda da 100 ml con NNS o 2 compresse / cucchiaini di NNS.

L’ acido butirrico fecale è risultato associato positivamente all’assunzione di amido (correlazione parziale = 0,264; p = 0,015) e negativamente a NNS (correlazione parziale = -0,274; p = 0,011), rispettivamente. 
Gli NNS erano quindi associati a cambiamenti in quattro su 39 gruppi batterici.

Dallo studio sembrerebbe che sia deleterio utilizzare gli edulcoranti, almeno se li si intende usare in popolazione con obesità morbigena col fine della riduzione del peso.

L’acido butirrico ha infatti effetti antiobesogenici, riduce la resistenza all’insulina e migliora la dislipidemia ma bisogna guardare all’intero della dieta del soggetto prima di consigliare un determinato edulcorante.

Non avrebbe senso preoccuparsi in via prioritaria della salute del proprio microbiota se si risulta essere francamente obesi o addirittura grandi obesi.

Biglietto da visita della nutrizionista
Studio di dietetica e nutrizione umana.

A cura del Dott.Pasquale Napolitano.

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