TUTTI I SEGRETI DEL RISPARMIO: Borse europee positive. Wall Street torna a correre.

Vincenzo Balzano
Sono Vincenzo Balzano, Ispettore Principale, Consulente Finanziario e Assicurativo per Alleanza Assicurazione Spa

Le Borse europee terminano in lieve rialzo nell’ultima seduta della settimana, sostenute dai buoni dati macro arrivati nella notte dall’economia cinese🇨🇳.

ll Purchasing Manager’s Index del settore manifatturiero calcolato da Caixin a ottobre ha toccato il massimo da due anni a quota 51,7 dai 51,4 di settembre, mostrando un’espansione per il terzo mese consecutivo.

(Immagine di (Caixinglobal.com)

Indicazioni che hanno mitigato i timori emersi ieri tra gli investitori, dopo che fonti cinesi citate da Bloomberg avevano messo in dubbio la possibilità di raggiungere un accordo di lungo termine con gli 🇺🇸Stati Uniti sul fronte commerciale.

🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿Londra l’Ftse 100 sale dello 0,75% a 7,302.42 punti. A Francoforte il Dax avanza dello 0,73% a a 12.961,05 punti. Milano l’indice Ftse Mib finisce con un +1,06% a 22.934,32 punti.


🇮🇹Piazza Affari torna a salire Fca, dopo una partenza in calo, all’indomani delle nozze annunciate con Psa.

Fca-Peugeot è fatta: via libera al matrimonio da 45 miliardi di dollari

Arrivato il comunicato ufficiale: i due cda hanno dato semaforo verde alla fusione da record. Sarà il quarto gruppo al mondo. Tra i pilastri dell’accordo “unire le forze per creare un leader mondiale in una nuova era della mobilità sostenibile”.

Risparmi annuali da 3,7 miliardi di euro “senza chiusure di stabilimenti”I consigli di amministrazione di Fca e del gruppo Peugeot hanno deciso di “lavorare a una piena aggregazione dei rispettivi business tramite una fusione paritetica (50/50). Entrambi i consigli hanno dato mandato ai rispettivi team di portare a termine le discussioni per raggiungere nelle prossime settimane un Memorandum of understanding vincolante”.

(Immadgine di fanpage.it)

La fusione farà nascere il quarto gruppo mondiale dell’auto con 8,7 milioni di veicoli venduti. Il nuovo gruppo sarà posseduto da una società paritetica con sede in Olanda e un consiglio di amministrazione di 11 membri presieduto da John Elkann e con Carlos Tavares come amministratore delegato. Il comunicato ipotizza risparmi annuali di 3,7 miliardi di euro “senza chiusure di stabilimenti”. Il fatturato sarebbe superiore ai 170 miliardi di euro e genererebbe un utile operativo di 11 miliardi.

I costi della fusione sono stimati in 2,8 miliardi.Il futuro amministratore delegato, Carlos Tavares ha ringraziato l’attuale amministratore delegato di Fca, Mike Manley: “Questa convergenza – ha detto Tavares – crea un significativo valore per tutti gli azionisti e apre a un futuro brillante per la societa? risultante dalla fusione. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora con Mike e saro? molto felice di continuare a lavorare con lui per costruire insieme un grande gruppo”.

Per pareggiare le quote la Peugeot distribuirà ai suoi azionisti il 46 per cento della sua partecipazione in Faurecia. Fca, per parte sua, distribuirebbe ai suoi azionisti un dividendo straordinario di 5,5 miliardi di euro.

“È Parigi che compra Fca”

Non hanno dubbi gli analisti finanziari, che ieri hanno subito fatto i conti dell’annunciata fusione tra Fca e Peugeot che darà vita al quarto gruppo mondiale dell’auto.

È per questo che giovedì in Borsa i due titoli si sono mossi in maniera divaricata: Fca è schizzata dell’8,2%, mentre Psa ha perso il 12,8% (nella giornata di venerdì, nel frattempo Fca allunga il passo in Borsa e guadagna ancora, +1,88%, mentre Psa guadagna il 3,26%).

Eppure l’operazione è stata annunciata alla pari, con lo stesso peso, il 50% ciascuno, per gli attuali azionariati di Fca e Psa nella nuova società post-fusione. Il fatto è che non sono i valori di partenza. Psa martedì sera valeva 22,6 miliardi di euro, e Fca 18,5 miliardi.

I nodi dell’accordo Fca-Psa

Per arrivare a un accordo paritetico, Psa (con Mediobanca advisor) ha riconosciuto a Fca (assistita da Goldman Sachs) un premio di 6,7 miliardi, secondo i calcoli di Kepler Chevreux. Inoltre ai propri soci Fca assegna un maxi-dividendo straordinario di 5,5 miliardi e la Comau (la società di robotica per la catena di montaggio), che viene scissa dal gruppo.

(Immagine de iltempo.it)

Solo a Exor, la holding della famiglia Agnelli che ha il 28,7% di Fiat Chrysler, andranno 1,6 miliardi di euro.

Non a caso giovedì il suo titolo in Borsa è salito del 5,69%.Dalla vecchia Fiat, Exor ha ottenuto quote già dai precedenti spin-off come Cnh, Ferrari, Rcs, Iveco, che hanno liberato miliardi di valore.

Psa invece distribuisce ai propri soci il 46% che possiede nel gioiellino della componentistica di Faurecia, pari a circa 2,7 miliardi di euro.

Anche Equita parla esplicitamente di «vendita»: i francesi pagano un premio del 30% per avere il controllo del consiglio, 6 su 11 compreso il ceo, che sarà l’attuale ceo del gruppo francese Carlos Tavares, mentre presidente sarà il numero uno di Fca, John Elkann.

Della nuova società — con sede in Olanda e quotazione a Parigi, Milano e New York — Exor avrà il 14,2% mentre i tre attuali azionisti di Psa, la famiglia Peugeot, lo Stato francese e i cinesi di Dongfeng deterranno ciascuno il 5,9%. Si tratterà di vedere in futuro come si svilupperanno gli equilibri tra i soci.

Per tre anni in ogni caso non potranno vendere (lock up).«Abbiamo lavorato molto per garantire un reale equilibrio nella governance e nella gestione del gruppo che stiamo progettando», ha detto Elkann. Uno dei primi vantaggi, a livello finanziario, sarà il minor rischio di credito.

Secondo Equita i bond di Fca potrebbero essere promossi a «investment grade». Una boccata d’ossigeno per il gruppo, i cui conti trimestrali mostrano le difficoltà del mercato: perdita netta di 179 milioni dopo ricavi per 27,3 miliardi di euro e 1,059 milioni di vetture consegnate, -9%.

Il ceo Mike Manley ha comunque confermato i target del 2019.

Wall Street 🏛🇺🇸📉📈

Pomeriggio da record per 🇺🇸Wall Street, dove il Nasdaq e l’indice S&P500 salgono ai livelli più alti di sempre: il primo indice guadagna lo 0,97% a 8.373,14 punti, il secondo lo 0,85% a 3.063,57.

In crescita anche il Down Jones, che segna un +0,96% a 27.305,13 punti. “La Borsa va forte! E’ record per S&P500 e Nasdaq. Godetevela!”, ha commentato il presidente Usa Donald Trump su Twitter.

(Immagine di vanityfair.it)


Rialzi arrivati in scia agli ottimi dati arrivati dal mercato del lavoro americano: ad ottobre negli Stati Uniti sono stati creati 128mila posti di lavoro, mentre gli analisti ne attendevano 75.000. Segno opposto questa mattina per Tokyo, che ha chiuso in calo dello 0,33% penalizzata dal rafforzamento dello yen.


Sul mercato dei cambi l’euro Ã¨ in lieve rialzo e sale a 1,1165 dollari. Stabile lo spread, il differenziale segna 133 punti base in linea con la chiusura di ieri (poco sotto quota 133). Il rendimento del decennale italiano che è allo 0,924%.


Tra le commodities, cresce il petrolio: Il Wti passa di mano a 54,29 dollari con un aumento dello 0,20%. Il prezzo del Brent arretra dello 0,05% a 59,59 dollari al barile.

Scende invece l’oro: il metallo prezioso con consegna immediata è scambiato a 1.510,75 dollari l’oncia (-0,14%).

I ✅TOP E I ❌FLOP DELLA BORSA

I TITOLI TOP ✅

DescrizioneUltimo prezzoVar%
FOPE8,45+11,18%
BIESSE12,39+10,43%
TENARIS9,826+8,53%
DOVALUE11,36+7,17%
SIAS16,54+6,78%
GIGLIO GROUP2,95+6,12%
ASTM29,92+5,87%
DIGITAL BROS9,97+5,50%
AUTOSTRADE MERID31,7+5,32%
IERVOLINO ENTERTAINMENT4,01+4,97%
(Foto di Google.it)

Protagonista Fope, tra i titoli del FTSE MIB, che chiude la seduta con un rialzo dell’11,18%. L’inizio di giornata è stato buono: il titolo ha mostrato un primo valore di 7,7 Euro inferiore al prezzo più alto della vigilia, per poi proseguire in ascesa nel corso della sessione e terminare in volata a 8,45, prossimo al valore più alto della seduta. 

Il confronto del titolo con il principale indice della Borsa di Milano, su base settimanale, mostra la maggiore forza relativa di Fope rispetto all’indice, evidenziando la concreta appetibilità del titolo da parte dei compratori.

(Foto di Google.it)

Protagonista Biesse la società specializzata nella lavorazione del legno, del vetro e della pietra, tra i titoli del FTSE MIB, che chiude la seduta con un rialzo del 10,43%. La partenza è stata in sintonia con i valori di chiusura precedenti con un successivo ampliamento della performance lungo l’arco della seduta, e conclusione in ascesa attorno al top della seduta di 12,45. 

Su base settimanale, il trend del titolo è più solido rispetto a quello del principale indice della Borsa di Milano. Al momento, quindi, l’appeal degli investitori è rivolto con più decisione a Biesse rispetto all’indice di riferimento.

I TITOLI FLOP ❌

DescrizioneUltimoVar%
INDEL B18,85-5,28%
CATTOLICA ASS7,47-4,41%
CHL0,0049-3,92%
CIA0,119-3,64%
BIALETTI INDUSTRIE0,253-3,44%
ILLA0,705-3,42%
AIR FRANCE-KLM10,575-3,34%
CLABO1,355-3,21%
ESAUTOMOTION2,62-2,96%
MONDO TV SUISSE1,34
-2,90%
(Foto di Google.it)

Chiusura in profondo rosso per Indel B, che al termine della seduta esibisce una variazione percentuale negativa del 5,28%. L’esordio è stato problematico per il titolo che ha proposto un’apertura a 19,55 Euro, sotto i minimi di ieri, mostrando uno strutturale indebolimento, che ha ricompresso ulteriormente le quotazioni con scomposto avvitamento in chiusura a 18,85, a ridosso dei minimi di sessione.

Lo scenario su base settimanale di Indel B rileva un allentamento della curva rispetto alla forza espressa dal FTSE MIB. Tale ripiegamento potrebbe rendere il titolo oggetto di vendite da parte degli operatori.

(Foto di borsaitaliana.it)

Ribasso scomposto per Cattolica Assicurazionil, che archivia la sessione con una perdita secca del 4,41% sui valori precedenti. 

La partenza è stata difficile per il titolo che in apertura ha segnato 7,5 Euro, proponendo prezzi inferiori al bottom della sessione precedente, per appesantirsi ulteriormente nelle fasi successive della giornata. 

L’andamento di Cattolica Assicurazioni nella settimana, rispetto al FTSE MIB, rileva una minore forza relativa del titolo, che potrebbe diventare preda dei venditori pronti ad approfittare di potenziali debolezze.

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