Come le assicurazioni sfidano i tassi sottozero

Per le assicurazioni il mondo dei tassi sotto zero ha un effetto ambivalente: rappresentano una minaccia, ma anche un’opportunità.

Non sono solo le banche a essere messe in crisi dai tassi sottozero. Ma per le assicurazioni il contesto di titoli sempre più ingenerosi ha un effetto ambivalente: rappresentano una minaccia, ma anche un’opportunità.

Garantire rendimenti positivi ai sottoscrittori dei propri prodotti diventa un mestiere sempre più difficile, ma dall’altra la mancata concorrenza dei titoli di Stato, con il numero dei governativi che danno rendimenti negativi in crescita ogni giorno di più, questo contesto dà una spinta ai prodotti finanziari proposti dalle compagnie.

Una delle conseguenze più incisive è che c’è stato un grande cambiamento per quanto riguarda gli investimenti.

Oggi le azioni sono diventate obbligazioni e le obbligazioni sono diventate azioni.I tassi sono destinati a rimanere bassi, anzi non è escluso che ci possano essere ulteriori ribassi. L’unica curva che attualmente ha rendimenti positivi è quella americana.

Un elemento importante per la composizione portafoglio è il costo di gestione. In un orizzonte di tassi negativi diventa importante la selezione che si fa a monte” per quanto riguarda gli investimenti.

La Banca centrale australiana sta valutando un ulteriore taglio ai tassi di interesse

La Reserve Bank australiana sta valutando un ulteriore taglio ai tassi di interesse ma la decisione richiede un’attenta analisi, soprattutto alla luce dell’aumento dei prezzi del mercato immobiliare.

Nelle minute della riunione dell’1 ottobre, il board della Rba ha affermato di “essere pronto ad adottare una politica monetaria ancor più accomodante” al fine di stimolare la crescita e la creazione dei posti di lavoro.

A inizio mese, l’Istituto aveva tagliato il costo del denaro, portandolo dall’1% allo 0,75%.

Immagine di: static.milanofinanza.it

La Rba

La Rba ha però sottolineato le proprie preoccupazioni per ulteriori ribassi dei tassi di interesse che potrebbero intensificare il rialzo dei prezzi del mercato immobiliare cosa che, se aggiunta ad anni di debole crescita salariale, potrebbe rallentare ulteriormente l’economia australiana.

Inoltre, una crescita dei costi immobiliari potrebbe dare il via a una serie di speculazioni edilizie. Tuttavia tagliando ora, il board potrebbe ridurre la probabilità di uno shock negativo che potrebbe compromettere gli obiettivi della banca”.

Brexit: E’ quasi fatta

Foto di: il messaggero

E’ fatta. Quasi. Europa e Regno Unito hanno raggiunto un accordo sulla Brexit. “Equo ed equilibrato”è così che lo descrive su Twitter Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea.

“Abbiamo un accordo” scrive anche il premier inglese Boris Johnson. Che però aggiunge anche: “Ora il Parlamento dovrebbe concludere la Brexit sabato”.

Già, dovrebbe, perché l’ultimo ostacolo a  un’uscita concordata con l’Unione Europea è proprio quella Camera dei Comuni che già si mise di traverso contro Theresa May, costringendola così a dare le dimissioni.

“Addio all’antidemocratico backstop”

La chiave, allora, come oggi, è il backstop, progetto di accordo tra il Regno Unito e l’Ue che mira a prevenire un confine fisico in Irlanda dopo l’uscita del Regno Unito dall’Ue:

“L’antidemocratico backstop è stato abolito -continua Johnson. Belfast sarà responsabile delle leggi che governano il suo paese, e avrà il diritto di mettere fine all’accordo speciale se sceglierà di farlo”.

“L’ostacolo del Parlamento britannico

Immagine di: IlPost

Dove c’è una volontà, c’è un #deal – ne abbiamo uno!” ha aggiunto su Twitter Jucker. Affermando che si trattava di una “testimonianza del nostro impegno a trovare soluzioni” mentre Boris Johnson guarda “ad altre priorità come il costo della vita, l’SSN, il crimine violento e il nostro ambiente”.

Resta l’ostacolo del Parlamento, che dovrebbe concludere la Brexit sabato con un accordo approvato prima del fine settimana per evitare un grave scontro per la richiesta di proroga della scadenza di uscita del 31 ottobre.

Il problema però sembra proprio essere questo. Perché contro l’accordo si sarebbero già schierati i laburisti e il Dup, partito degli unionisti nordirlandesi.

Jeremy Corbyn capo dell’opposizione parla di un’intesa ancora peggiore di quella raggiunta dall’ex premier Theresa May e chiede un nuovo referendum. Scontata invece l’opposizione del Dup, che già stamattina aveva comunicato “l’impossibilità di sottoscrivere l’accordo”.

La reazione della Sterlina

Un balzo al di sopra dell’1,29 nel cambio con il dollaro appena dopo le ultime notizie, quello del pound inglese, mentre l’Euro Sterlina ha raggiunto i minimi a 0,85740 dal 18 maggio scorso.

La moneta britannica, dopo l’impennata registrata attorno alle 11.30, poco dopo il tweet di Juncker, ha iniziato a ritracciare, in scia ai timori degli investitori che il Parlamento inglese possa respingere l’accordo con l’Europa.

Non a caso, anche i mercati, dopo uno slancio rialzista che ha permesso a tutti gli indici principali di aggiornare i massimi dell’anno (con l’eccezione di Madrid, che ha superato il record di luglio) hanno rallentato, riavvicinandosi alla parità, un’apertura debole degli indici americani nonostante le buone trimestrali.

Cina e dazi ancora in focus

Immagine di: Democratica

Ultima seduta di settimana all’insegna dell’incertezza per Wall Street che apre gli scambi in territorio negativo. Mentre gli operatori dei mercati sono focalizzati sui discorsi di vari membri del FOMC, come George, Kaplan, Kashkari e Carida, gli indici americani con vendite generalizzate.

S&P500 ha iniziato gli scambi a 2.996, Dow Jones a 27.004 e il Nasdaq a 8.149 perdendo circa mezzo punto percentuale.Il cambio EUR/USD prosegue nel suo trend rialzista, iniziato dal supporto a 1,08 di inizio ottobre, scambiando sopra 1,11 (+0,12 per cento).

Rimane sotto osservazione la richiesta di liquidità, sempre elevata, come evidenziato dall’elevata domanda nelle operazioni di repo overnight e a 15 giorni, con le banche che sperano di poter detenere più treasury e meno cash presso la Fed.

Il tasso del decennale Usa si muove in laterale, a 1,74, mentre ieri si è avvicinato a 1,80 sui massimi da metà settembre.

Top e i Flop

I Top
DescrizioneUltimo prezzoVar%
RADICI3+15,38%
IERVOLINO ENTERTAINMENT3,8+10,14%
GEL1,13+8,65%
AGATOS0,124+5,98%
POLIGRAFICI PRINTING0,655+4,80%
MARZOCCHI POMPE4,94+4,66%
BCO SARDEGNA RISP8,92+4,45%
RETELIT1,616+4,33%
BIALETTI INDUSTRIE0,27+4,25%
BIO ON8,8+3,53%

Brillante rialzo per Radici, che lievita in modo prepotente archiviando la sessione con un guadagno del 15,38%. La partenza è stata effervescente per il titolo che ha iniziato la sessione odierna a 2,65 Euro posizionandosi sopra il top della seduta precedente per poi ampliare la performance nel prosieguo della riunione e terminare in volata a 3, prossimo al valore più alto della seduta.

A livello comparativo su base settimanale, il trend di Radici evidenzia un andamento più marcato rispetto alla trendline del FTSE MIB. Ciò dimostra la maggiore propensione all’acquisto da parte degli investitori verso Radici rispetto all’indice.

Andamento Iervolino Entertainment

Iervolino Entertainment

Ottima performance per Iervolino Entertainment, che ha chiuso in rialzo del 10,14%. L’inizio di giornata è stato decisamente buono per il titolo che ha segnato un primo prezzo a 3,87 Euro, attestandosi sopra i picchi della vigilia, per poi perdere forza nell’arco della riunione e finire ancor peggio a 3,8 attorno al valore inferiore della seduta.

Il confronto del titolo con il FTSE MIB, su base settimanale, mostra la maggiore forza relativa di Iervolino Entertainment rispetto all’indice, evidenziando la concreta appetibilità del titolo da parte dei compratori.

I Flop ❌

DescrizioneUltimo prezzoVar%
NB AURORA10,456-12,59%
RENAULT48,49-12,44%
DANONE71,9-8,43%
NETFLIX250,9-7,07%
SOSTRAVEL.COM2,36-6,35%
AEFFE1,412-4,85%
CASTA DIVA GROUP0,495-4,81%
CLEANBNB1,855-4,38%
GRIFAL3,65-4,20%
FULLSIX0,67-4,01%

A picco Nb Aurora, che chiude gli scambi con un pessimo -12,59%. L’esordio è stato debole per il titolo che ha avviato la giornata a 10,46 Euro sopra il bottom della sessione precedente riflettendo una buona stabilità lungo tutta la riunione, prima di terminare a 10,46 sul valore più elevato di seduta.

Il confronto del titolo con il FTSE MIB, su base settimanale, mostra la maggiore forza relativa di Nb Aurora rispetto all’indice, evidenziando la concreta appetibilità del titolo da parte dei compratori.

Andamento Nb Aurora

Affonda sul mercato Renault, che alla chiusura soffre con un calo del 12,11%. L’esordio è stato problematico per il titolo che ha proposto un’apertura a 47,93 Euro, sotto i minimi di ieri, con reazione intermedia nelle fasi centrali della sessione.

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