Tutti i segreti del risparmio: Siamo al RUSH FINALE

Vincenzo Balzano
Sono Vincenzo Balzano, Ispettore Principale, Consulente Finanziario e Assicurativo per Alleanza Assicurazione Spa

È iniziato l’ultimo trimestre dell’anno ( il rush  finale) e gli investitori iniziano a fare scenari per il prossimo, oltre che un bilancio dei mesi passati.

I professionisti sono cauti, perché sui mercati la visibilità è ridotta a causa della guerra dei dazi e dei dubbi sulla recessione.

L’impressione è che sia il momento di mettersi alla finestra e aspettare che la nebbia si diradi. Magari impostando strategie che si basano su più ipotesi, anche contrarie, per diversificare il rischio.

Stare su titoli considerati sicuri in generale (ammesso di ottenere un rendimento) ha la controindicazione di un contraccolpo in caso le tensioni politiche ed economiche si dovessero stemperare.


Ottobre è partito con l’avversione al rischio sulle borse, tanto che gli indici azionari in due giorni si sono rimangiati i guadagni di Settembre e la volatilità misurata sull’ S&P 500 si è impennata, come era successo a maggio e ad agosto, gli altri due mesi di storno del 2019.

Si naviga a vista a Piazza Affari

Le previsioni degli esperti non promettono nulla.

Piuttosto, invitano a navigare a vista. Sono comunque molti i listini che stanno sopra il 15%; tra questi c’è 🇮🇹 Piazza Affari, favorita dalla propensione al rischio e al dispetto della crescita asfittica (+0,1% il Pil stimato per il 2019) e dei conti pubblici appesantiti.

Ma è New York che inanella record. Le 500 azioni dell’S&P hanno raggiunto nuovi massimi, prima di ripiegare sotto i colpi dei dazi Usa contro l’Europa (un boomerang per l’economia a stelle e strisce) e dei brutti segnali dal mondo produttivo.

Anche l’indice più tecnologico Nasdaq è in pole position a +17%, nonostante le tensioni commerciali che colpiscono le società tech.

Eppure le borse e l’economia statunitensi hanno preso strade divergenti, che prima o poi si dovranno riunire: dal 2009, anno della ripresa dalla crisi dei mutui, Wall Street ha continuato a salire quasi ininterrottamente, mentre le lancette del settore manifatturiero sono tornate a segnare una contrazione dell’attività proprio al ritmo tenuto nel 2009. 

In Europa recessione tedesca

In Europa, il rallentamento è ancora più accentuato, accelerato dalla recessione tedesca che trascina gli altri paesi dell’area euro.

Paradossalmente, il Regno Unito ha patito meno del continente a tre anni dal voto sulla Brexit, ma in dirittura d’arrivo del divorzio dall’Unione europea senza accordo, le ferite vengono in superficie, sia nel mondo reale, sia nella City.

Cosa succede dall’ altra parte del mondo 🇺🇸🇨🇳🇯🇵

Tensioni commerciali e strategiche con gli 🇺🇸Stati Uniti, minacce di Trump di allargare lo spettro delle penalizzazioni, incognite valutarie, turbolenze a 🇯🇵Hong Kong, dubbi sulla sostenibilità del debito complessivo e sull’atterraggio morbido dell’economia: sono tante le incognite che fanno da contraltare al trionfalismo delle celebrazioni appena compute per i 70 anni della Repubblica Popolare.

Per gli investitori, non è facile orientarsi. A sconsigliare il panico e anzi invitare a cogliere le opportunità correnti è Bin Shi, Head of China Equities🇨🇳 di Ubs Asset Management, secondo cui sarebbe questo il momento per investire in modo selettivo sull’azionario cinese. «Credo che gli investitori debbano restare costruttivi – afferma-. Certo le tensioni commerciali con gli Stati Uniti hanno un impatto sull’economia.

Banca centrale cinese con bandiera nazionalità
Banca Cinese

Ma non vanno dimenticati due elementi. Anzitutto, la seconda economia del mondo ha un’esposizione sostanzialmente molto limitata al commercio con gli Stati Uniti: basti pensare che per le società che compongono l’indice Msci China solo l’1,8% dei ricavi proviene dagli States e le esportazioni nette rappresentano solo il 2% del Pil cinese. Inoltre ci sono vari secular trend positivi in parecchi settori dell’economia, su cui il fattore commercio internazionale gioco un ruolo insignificante».

Un fattore rassicurante sarebbe la lucidità dell’azione governativa a sostegno dell’economia,le autorità stanno reagendo bene: l’economia è rimasta relativamente stabile. Chiaramente la situazione è in evoluzione. Non sarà indifferente l’esito dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti. E probabilmente Pechino dovrà introdurre ulteriori misure di stimolo per stabilizzare l’economia».

Ottimismo da parte della Cina

🇯🇵Su Hong Kong, Bin Shi appare fin troppo ottimista.«È nell’interesse della Cina che Hong Kong mantenga il suo ruolo e sia prospera. Per questo lascia al governo di Hong Kong di gestire la situazione. Potrebbe intervenire, credo, solo se l’intero ordine sociale andasse al collasso».

Ma anche in questo caso, le autorità cinesi hanno detto più volte che non significherebbe la fine di “Un paese due sistemi”.Anche se e tensioni politiche tra giovani manifestanti e autorità politiche di Hong Kong si trascinano da mesi e hanno profonde ripercussioni sugli equilibri finanziari internazionali. L’indice dell’ex colonia britannica, Hang Seng, è infatti un tassello fondamentale per l’intero comparto emergente.

Dai massimi di aprile la piazza di Hong Kong ha perso circa il 15% (e oggi viaggia poco sopra i minimi di agosto) e l’indice Msci Emerging ha lasciato sul terreno parallelamente il 10 per cento.

Gli altri paesi più importanti sono le Corea del Sud e Taiwan, con oltre il 10% ciascuno. Paesi molto sensibili alle dinamiche cinesi: quindi tutto ciò che accade in Asia ha ripercussioni come nessun’altra area al mondo sugli emergenti.

I titoli cinesi, che compongono l’indice Msci Emerging, sono quotati in gran parte alla Borsa di Hong. Nonostante infatti le aperture di Pechino ai mercati finanziari, l’incidenza della Borsa di Shanghai è ancora limitata.

✅TOP E ❌FLOP

TITOLI TOP

DescrizioneUltimo prezzoVar%
SAFILO GROUP1,152+11,84%
ENERTRONICA1,3+9,70%
GIORGIO FEDON7,15+8,33%
PORTOBELLO9,4+6,33%
RELATECH2,36+4,89%
ITALMOBILIARE .22,05+4,75%
NETFLIX249,25+4,75%
AMBIENTHESIS0,438+4,29%
CLASS EDITORI0,208+4,26%
MAPS3,19+4,25%

Prepotente rialzo per il SAFILO GROUP produttore di occhiali da sole e da vista, che archivia la sessione con una salita bruciante dell’11,84% sui valori precedenti. L’apertura è stata in linea con la chiusura della sessione precedente, con rafforzamento intervenuto nel corso della giornata e chiusura a ridosso dei massimi di giornata. A livello comparativo su base settimanale, il trend di Safilo evidenzia un andamento più marcato rispetto alla trendline del FTSE MIB. Ciò dimostra la maggiore propensione all’acquisto da parte degli investitori verso la big dell’occhialeria rispetto all’indice.

Brilla Enertronica, chiudendo la seduta con un aumento del 9,70%. L’esordio è stato positivo per il titolo che ha avviato la seduta a 1,2 Euro, collocandosi al di sotto dei livelli migliori del 3 ottobre, per poi migliorare progressivamente nel corso della giornata. L’analisi del titolo eseguita su base settimanale mette in evidenza la trendline rialzista di Enertronica più pronunciata rispetto all’andamento dell’indice di riferimento. Ciò esprime la maggiore appetibilità verso il titolo da parte del mercato.

TITOLI FLOP

DescrizioneUltimo prezzoVar%
NB AURORA10,2-14,73%
BIO ON8,55-12,76%
SOSTRAVEL.COM1,645-6,53%
CONFINVEST3,185-6,46%
GEQUITY0,0324-5,81%
SOCIETA’ EDITORIALE IL FATTO0,586-5,79%
ALFIO BARDOLLA1,98-5,71%
BANCO BPM1,832-5,57%
WEBSOLUTE2,24-5,35%
BBVA4,512-4,69%

A picco Nb Aurora, che chiude gli scambi con un pessimo -14,73%. L’esordio è stato debole per il titolo che ha preso avvio a 10,2 Euro attorno al bottom della sessione scorsa riflettendo una buona stabilità lungo tutta la riunione, prima di terminare a 10,2 sul valore più elevato di seduta. 

L’analisi del titolo eseguita su base settimanale mette in evidenza la trendline rialzista di Nb Aurora più pronunciata rispetto all’andamento dell’indice di riferimento. Ciò esprime la maggiore appetibilità verso il titolo da parte del mercato.

(Foto di SoldiOnline.it)

Affonda sul mercato BIO ON la società attiva nel settore della bio plastica di alta qualità, che alla chiusura soffre con un calo del 12,76%. 

Nella giornata abbiamo assistito ad un avvio debole ed apertura a 9,67 Euro sopra i minimi della seduta precedente, seguito da un indebolimento che persiste nella giornata, per poi chiudere più debole a 8,55 in prossimità dei minimi di seduta. 

L’analisi settimanale del titolo rispetto al FTSE MIB mostra un cedimento rispetto all’indice in termini di forza relativa di Bio on, che fa peggio del mercato di riferimento.

Articolo a cura di Vincenzo Balzano

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