Il linguaggio giovanile che trasforma l’italiano

Un tempo azzardare abbreviazioni linguistiche era il massimo dell’affronto che si potesse fare alla lingua italiana. Parliamo di passato, perché oggi ciò a cui assistiamo è un mutamento radicale di parole che fanno parte di un vocabolario accessibile all’ultima generazione e che più che criticare, forse dobbiamo iniziare ad abbracciare. Stiamo parlando degli slang giovanili e in quest’articolo cercheremo di comprenderne ogni sfumatura.

(Immagine di mentalfloss.com)

Che cos’è uno slang giovanile?

Il termine slang indica un insieme di parole ed espressioni che non appartengono al lessico standard di una lingua come l’italiano e risponde almeno a due delle seguenti caratteristiche:

  • Abbassa il tono di un registro linguistico formale.
  • Sostituisce un sinonimo noto perché ritenuto fastidioso.
  • Diventa in seguito familiare e di comune utilizzo per un determinato gruppo sociale, in questo caso i giovani.
(Immagine di stateofmind.it)

Perché i giovani utilizzano un linguaggio alternativo?

Le cause non sono così ovvie. L’età giovanile è un’età difficile, caratterizzata dalla ricerca della propria identità. Si passa da infanzia ad età adulta. L’uso di un linguaggio autonomo, può permettere ad un giovane di acquistare una propria identità, un senso di indipendenza e di forza nei confronti del mondo esterno.

Cosa influenza e fa cambiare il linguaggio giovanile?

Sicuramente un prima risposta può essere internet. Dagli influencers che parlano ai followers attraverso le Instagram stories e youtube, fino ad arrivare ai post che leggono su social come Facebook e Twitter. Al secondo posto troviamo il mondo dell’informatica e del gaming. Sono molti infatti i giovani e gli adolescenti che trascorrono pomeriggi interi incollati alle console, dove -oltre a giocare- apprendono nuove parole tecniche, che poi riversano nel loro parlato quotidiano.

“inesperto” e “pro” ovvero “esperto”, queste due parole provengono infatti dal gettonatissimo videogame Fortnite.Fra queste troviamo “Nabbo” che sta a significare “inesperto” e “pro” ovvero “esperto”, queste due parole provengono infatti dal gettonatissimo videogame Fortnite.

Infine troviamo la Tv e le serie Tv, con i programmi che offrono. Attraverso di essa i più giovani traggono ispirazione dal linguaggio di personaggi famosi, i quali talvolta coniano termini nuovi.

(Immagine di techspot.com)

L’inglese che fa prestiti

Si può dire che esista prestito nel linguaggio giovanile in quanto in esso ritroviamo dei forestierismi. L’influenza più forte sui ragazzi proviene dalla cultura angloamericana ed in particolare c’è una tendenza a una vera e propria “anglomania”.

Legato al fenomeno dell’anglomania è sicuramente quello della musica ascoltata dai ragazzi che agisce come collante. Se si pensa alle varie forme di comunicazione giovanile in esse è sempre presente una qualche evocazione di inglese, anche se spesso tali termini non sono accompagnati da una perfetta conoscenza delle lingue da parte dei ragazzi.

Il motivo del prestito da parte dei giovani è strettamente legato ad un fattore psicologico: il giovane, usando dei termini stranieri, si sente più “avanzato”, più nuovo rispetto alla banalità della lingua standard.

(Immagine di ripetizioni.skuola.net)

Una volta che un giovane ha appreso dei nuovi termini è tempo di diffonderli ed è possibile farlo attraverso diversi canali quali:

  • I post Facebook, Instagram, Twitter.
  • Le chat e gli audio di Messanger, Whatsapp e Telegram.
  • La comunicazione orale.
  • La comunicazione orale attraverso i microfoni collegati alle proprie console di gioco.
  • Le scritte sui muri.

Uno slang si diffonde fra i giovani di tutto il mondo?

Non è detto, anzi è davvero raro che un termine possa diffondersi ad ampio raggio. Molte volte una stessa parola italiana è stata modificata in maniera diversa da regione in regione e resta confinata in essa. Talvolta un termine o una frase può addirittura restare fermo in un’unica cerchia di amici che si contendono il titolo di chi abbia diffuso per primo fra loro quello slang.

È possibile che uno slang serpeggi anche fra gli adulti

Ciò accade grazie ai social, che abbattono le barriere fra i giovani e gli adulti. Quest’ultimi, sui social hanno imparato a convivere con una serie di termini nuovi, al punto che adesso è nata la possibilità di allargare la forbice anagrafica di persone che fanno utilizzo di espressioni giovanili.

Contemporaneamente nasce però un dubbio riguardo a questo mutamento radicale.

(Immagine di ruen.it)

Slang sì o slang no?

Assolutamente sì! Ma bisogna fare attenzione alle circostanze.

Un tempo le espressioni tipicamente giovanili venivano totalmente rifiutate dalle persone più adulte, ma adesso, in un mondo che va sempre più veloce ed è sempre più avanzato, anziché criticare si avverte il bisogno di dover abbracciare dei nuovi termini che siano più immediati.

Certamente non bisogna mai dimenticare il linguaggio formale, che è essenziale nel mondo del lavoro ed in contesti più seri. Inoltre assorbire un linguaggio giovanile è molto utile agli adulti per:

  • Essere più diretti.
  • Conquistare i giovani ed intrattenere con essi un dialogo che sia più lungo di tre minuti.

Un linguaggio in continua evoluzione…

Non è detto che i nuovi termini coniati dai giovani vengano mantenute in utilizzo per sempre. La lingua dei ragazzi cambia molto rapidamente, seguendo i loro cambiamenti.

Così, nel passaggio da una generazione ad un’altra, ma anche di pochi anni o di mesi, molti vocaboli vanno persi, mentre altri sono più duraturi.

(Immagine di centrophoenix.net)

… Che spesso ci sfugge!

Resta il fatto che -per quanto possiamo provare a soffermarci sulle sue evoluzioni, le diffusioni e le sfaccettature- il linguaggio giovanile sarà sempre inafferrabile e di difficile comprensione nelle sue infinite particolarità.

Articolo a cura di Laura Imperato

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