News dal mondo della finanza

Sono Vincenzo Balzano, Ispettore Principale, Consulente Finanziario e Assicurativo per Alleanza Assicurazione SPA

La settimana scorsa si è chiusa con un violento Sell Off sui mercati, causato da un tweet domenicale del Presidente americano, che minacciava di mandare all’aria il negoziato con la Cina sui commerci, proprio quando tutto sembrava pronto per la firma dell’accordo!

Di conseguenza è partito il rialzo dei dazi doganali dal 10% al 25% da parte degli Usa su 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi.

Washington e Pechino non sono riusciti a trovare ancora un’intesa e le trattative proseguiranno nel tentativo di evitare l’escalation della guerra commerciale.

I TITOLI TOP DELLA SETTIMANA

📉🇮🇹Intanto Piazza Affari archivia una settimana difficile, condizionata dal riemergere delle tensioni sul fronte dazi e per l’Italia dalla risalita dello spread (oggi rimasto sopra i 270 pb), tra tensioni nel governo e allarme Ue sui conti pubblici italiani.

A due settimane dall’appuntamento con le elezioni europee del 26 maggio il Ftse Mib ha chiuso in moderato rialzo oggi (+0,28% a 20.879 punti), non riuscendo quindi a recuperare quota 21mila punti.

Andamento Ftse Mib (grafico da www.money.it)
PROTAGONISTI A MILANO I TITOLI DEL LUSSO

Moncler ha guadagnato il 3,2% a 36,67 euro, dopo che nel primo trimestre 2019 il gruppo dei piumini ha visto i ricavi consolidati attestarsi a 378,5 milioni (+14%).

Il mercato apprezza anche le indicazioni positive circa il trend nei mesi di aprile e maggio, sotto la spinta delle festività pasquali e di temperature rigide.

Il presidente e ceo di Moncler, Remo Ruffini, ha rimarcato come la crescita dei ricavi a doppia cifra “conferma la forza del brand Moncler e la bontà della strategia”.

Andamento titolo Moncler (grafico da www.money.it)

Tra le big italiane del lusso ruggisce in Borsa anche Salvatore Ferragamo, salita del 2,81%.

Il titolo della maison fiorentina avanza di oltre il 3% a quota 19,44 euro sotto la spinta del cambio di giudizio deciso oggi da Morgan Stanley.

La casa d’affari statunitense ha portato il rating a equalweight dal precedente underweight.

Il prezzo obiettivo è invece passato da 16,5 a 18,50 euro. Il cda sui conti del primo trimestre è in agenda il prossimo 14 maggio.

Sul parterre di Piazza Affari si è mossa molto bene anche Unipol (+3,84%), arrivata a guadagnare oltre il 5% nel corso della seduta così come UnipolSai.

La compagnia bolognesee ha diffuso i conti del primo trimestre (utile a 171 mln) e il nuovo piano industriale al 2021 che vede l’utile netto salire fino a 2 miliardi di euro con dividendi cumulati di 600 milioni e un Solvency Ratio atteso del 140-160%.

Il ceo Carlo Cimbri lo ha definito un piano “ambizioso ma realizzabile”.

I TITOLI FLOP DELLA SETTIMANA

Tra i segni meno spicca invece Bper (-1,10%) dopo aver riportato un utile netto di 48 mln di euro nel primo trimestre, impattato negativamente dalla svalutazione integrale della quota relativa all’intervento del FITD in Banca Carige e del versamento del contributo ordinario per l’anno 2019 al Fondo di Risoluzione Unico Europeo per un totale di € 36,5 milioni.

Andamento titolo Bper (grafico da www.money.it)

Alla fredda accoglienza del mercato ai conti trimestrali si sono aggiunte le parole di Cimbri (Unipol) che gradirebbe un dividendo più generoso: “Non mi pare sull’Everest dei payout guardando al mercato”.

“Il bilancio di Bper e un po’ di tutte le banche italiane – ha specificato il numero uno di Unipol, che è azionista forte di Bper- è condizionato dal costo dei salvataggi, non ultima la spesatura dello schema volontario”

I MIEI CONSIGLI 💵💸💰📈📉

Fiat Chrysler Automobiles ha annunciato la vendita di Magneti Marelli e la distribuzione di un dividendo straordinario.

Il dividendo straordinario avrà un importo di 1,30 euro che, rispetto alla quotazione odierna di 13,60 euro del titolo (quotazione del 9 Maggio), rappresenta un interessante dividend yield del 9,55%.

A livello di distribuzione del dividendo, il calendario prevede lunedì 20 maggio come “ex-date” e il 21 maggio come “record date” con pagamento previsto il 30 maggio.

Se desideri incassare il dividendo, devi possedere il titolo al momento della chiusura della seduta di lunedì 20 maggio (mi riferisco al mercato italiano).

Considera però che l’incasso del dividendo non costituisce “reddito diverso” e pertanto non ti permette di recuperare minusvalenze pregresse.

Considerando che la seduta precedente lo stacco, il prezzo del titolo comprende già l’ammontare dei dividendo, rifletti sul fatto che potresti avere un vantaggio fiscale a vendere il titolo prima dello stacco; in questo modo, l’eventuale plusvalenza del prezzo, costituirebbe “reddito diverso” e potresti utilizzarla per compensare minusvalenze pregresse.

Vincenzo Balzano

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